Che importanza rivestono i fondamenti per la comprensione di un argomento o di una materia? Enorme, esagerata e totale!

         Se ad una persona mancano i fondamenti di un argomento, non lo comprenderà mai!

         Per analogia, la comprensione di un argomento è come la costruzione di una casa. La prima azione sarà la costruzione delle fondamenta, vale a dire la parte sotterranea di una costruzione che sostiene il peso di tutto l’edificio, altrimenti ti ritroveresti in poco tempo con delle macerie. La seconda azione sarà quella di costruire i muri usando dei mattoni (i dati) e del cemento che agisce da collante per tenerli insieme (la comprensione). I mattoni vengono appoggiati sulle fondamenta uno dopo l’altro, costruendo la prima fila e poi appoggiandovi sopra la seconda fila e via di questo passo, nella sequenza corretta, in modo da costruire qualcosa sopra qualcos’altro. A nessun ingegnere edile verrebbe mai in mente di ordinare al muratore: “Voglio che inizi a costruire i muri del secondo piano”, se quelli del primo piano non sono ancora stati costruiti o se non si sono ancora solidificati; sarebbe un lavoro senza una sequenza corretta col risultato di: nessun muro o ancora macerie.

         Trasportiamo ora, quanto abbiamo appena visto, all’insegnamento di una materia, ad esempio l’aritmetica. Anche in questo caso, l’insegnamento e la relativa comprensione da parte dello studente, segue una sequenza logica e graduale; mattone dopo mattone, cominciando sempre dai fondamenti. In questo caso i fondamenti sono: che cos’è l’aritmetica, a che cosa serve, come si può usare nella vita, cosa sono i numeri, che cosa rappresentano e a che cosa servono. Senza questi fondamenti, l’insegnamento della materia fallisce. Prova a fare queste domande a qualsiasi studente che abbia difficoltà in aritmetica e ne avrai la prova.

         Dopo che lo studente ha compreso davvero bene i fondamenti, si passa ad insegnargli i prossimi dati (i primi mattoni) stando molto attenti ad una sua solida comprensione (il cemento). Gli si fanno fare esercizi pratici per saggiare quanto ha capito e per allenarlo ad usare questi dati, che per lui sono nuovi, fino al punto in cui gli diventano famigliari. Gli esercizi sono un valido strumento dell’insegnante o del tutore per controllare se lo studente ha capito. È alquanto ovvio che uno studente che non ha capito non riuscirà ad applicare i dati. A questo punto la soluzione non è quella di continuare ad insegnargli i prossimi dati sperando di riuscire ad “imbottirlo”, bensì di trovare cosa non ha capito e farglielo comprendere. Uno studente non è una scatola o un contenitore in cui inserire dei dati e “sperare” che li capisca, questa è un’idea completamente falsa.

         Il risultato dell’applicazione di questa falsità sono gli studenti del giorno d’oggi, che abbandonano la scuola, oppure che quando riescono a finire la scuola, iniziano a lavorare in un campo completamente diverso da quello in cui si sono diplomati, oppure che non riescono ad utilizzare nel loro campo le nozioni “imparate”; risultato: una cultura decadente (macerie).

Claudio Lombardi