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La
pagina di Stefano Medel
A Leopardi
A
Leopardi, poeta desolato sepolto in un borgo selvatico.
Lontano dagli sguardi; grande cultore ed erudito signore
di se stesso e del suo genio; capace di trovare parole,
laddove non c’erano per nessun altro, osservando la natura,
e le cose, con attenzione certosina e feconda. Curvo
nelle sue carte, perduto al mondo e a se stesso, vita negata,
relegata tra le carte e i testi e tomi della biblioteca,
il suo mondo. Lì serrato,segregato in perenni ed
inconsolabili solitudini, malvisto, a volte incompreso;
eppur grande e irraggiungibile nel dolore suo, suo
unico amico e compagno.
Anima vagante e persa, senza ristori,
senza conforto. Difficile da capire, e mai capito dai suoi
conterranei. La sua solitudine grande, come la sua afflizione;
e il cercar di fuggire, e poi tornare, fino all’addio a
Recanati, posto di crudeli ed infimi, che mai compresero,
il grande tra loro. Leopardi col suo sguardo triste, l’incarnante
del travaglio del poeta, spesso in attrito col mondo, e
sempre solo, con le sue idee e i suoi tormenti; inseguendo
il pensiero suo, segreto e sofferto; gioia per i lettori.
Poeta fatto di pena e di abbandono; grande, fra tanti piccoli.
Acque fresche del tempo
a venire
Gorgoglio D’acqua
Ai piedi d’un bosco; tra rami e strepiti, e vegetazione
montagnosa, dei rovi lì vicino; dei muschi,
e dei pietrosi, resti megalitici d’un era primordiale;
mi avvicino all’acqua dolce, che scorre, venendo fuori da
un ruscello; fluido argenteo, nettare vitale, acqua
di montagna, cristallina, impetuosa, che manda spruzzi
e spuma; mi chino per toccare le acque, raccolte
in un bacino; freschezza e voglia di fare un bagno; acqua
scorre, e sempre verrà; e la vita d’un uomo, non
è che un momento fugace; i sassi saranno sempre lì;
ma il tempo, il tempo spietato li spezzerà e li
porterà a valle; poter risalire la corrente, andare
indietro nel mio tempo; ricordi rimembranze, con un piede
nel passato, sempre.
Aereo
In alto, sempre di più,
in mezzo alla sosta del giorno mio; aspettando il bus,
sempre nel solito lido, con il selciato rovente, per il
sole di Maggio; tra il selciato e piante in fiore, il tepore
ti spinge a guardare il cielo, come tanto tempo fa, il tempo
della gioventù, come facevi la sera nella vecchia casa,
con la schiena sul muro di pietra. Mentre sentivi i fumi della
cena, ed ecco guardavi il cielo azzurrino della bella stagione,
con le nuvole alte, alte, quasi evanescenti, d’un biancore smorto,
un po’ bianche, come se in alto faticassero a respirare.
Ed ecco apparire un aereo, che camminava nell’aere lento, ma
anche veloce, ma non lo sapevi; e vitreo lasciava una scia lunga
e biancastra, come una dolente lunga lacrima. La coda dell’aero
che poi spariva. Guardavi, e pensavi all’aereo, dove andava,
poterci salire e sparire tra le nubi, diretto dall’altra parte
del mondo. Essere tra i passeggeri, diretto verso un'altra vita,
un altro posto. Scia bianca, passata in fretta, e i tuoi
occhi che bambini non sono più, ancor guardano l’aereo,
immancabile, che nell’azzurro di Maggio, fa una lunga parabola
dolente, e se sparisce in vette assolute, tra gli spazi
della fantasia, con cui continui a seguirlo, fin dove lo
sguardo non muore. E sembra un piccolo aereo, vedi le luci
e le ali che fendono le correnti, come un gigantesco
airone, un'aquila possente, con le ali spiegate.
Voglia di fuggire, salire in qualche modo, fare scalo nei posti
del mondo, dove non sei mai stato, non hai mai visto. Diventare
un cittadino del mondo. e vedere quant'è grande il
Nostro spazio. Aereo, aereo, e tu in basso sogni sempre
di scappare, e spiccare il volo come una gru, dai fiumi
d’Africa, librarti come un aquilone; e nei tuoi pensieri,
ogni fantasia diventa possibile. E soavemente te ne vai,
via via, sempre più, e ti hanno già perduto.
Altalena
Altalena, senza requie,
altalena che mai si ferma; altalena della vita mia; da una
parte c’è il passato, che non passa, e rimane fermo,
nel ricordo e nei fatti, nei segni e nei sassi; negli oggetti,
intorno a te, e nel bene ricevuto; di chi ha voluto, che
tu fossi, come sei; altalena della vita; bene o male,
giusto , o errato; io non mi sono mai rassegnato, a
voler vivere a modo mio; pur sbagliando, senza dubbio;
ma non mi pento di aver tentato, di essere uno schiavo
ribellato, e come Spartaco vado avanti, e per me non ci
sono, né santi, né fanti; ci sono solo io,
e più in su anche Dio, e ognuno pensi a sè, che
io penso, un pò per me...
Giungla amazzonica
Giungla amazzonica, come
fare un viaggio a ritroso, ritornare sui propri passi,
verso la giovinezza della terra; liane rampicanti, felci,
piante grasse, arbusti, dove il sole si fa strada a stento;
il frinire di insetti, e lungo la foresta vergine, i corsi
dei fiumi i vari rio di laggiù, là dove la natura
domina incontaminata; acque paludose e stagnate, salmastre,
con mille insidie e pericoli, la giungla,capace di ammazzare
in tanti modi; e da qualche parte, l’anaconda, in agguato,
dove la civiltà non arriva, e c’è solo il silenzio
della foresta.
Cuba
Notte tropicale,
luci stentate, lampioni vecchi, massicciate bianche
spagnolesche, mura cascanti. Vecchie macchine americane,
come venute fuori da film di gansters in bianco e nero.
La spiaggia illuminata, caffè e ritrovi con musiche
dolci e modulate, dicono parole in spagnolo, recitano
antiche poesie. Notte cubana. Luci soffuse, atmosfere di
altri tempi. Il tempo s’è fermato. Una scritta sulla
rivoluzione. Gente cammina vestita leggermente. Ai lati
delal strada,un fitta vegetazione, palme tropicali, giungla
ammassata. Sogno cubano; sogno di Cuba. Notte tiepida, acqua
ancora calda. Senzazioni afrocubane d’un mondo, lontano
Diverso, tante culture, una grande anima latina.
- A modo mio
-
- A modo mio,
- avrei bisogno,
- di stare in pace,
- anch’io,
- a mio modo,
- vorrei
- ritrovare il riso
- d’un tempo,
- vita pulita e chiara;
- a modo mio
- sono stufo di sta galera,
- di sta città;
- meglio stare alla larga
- da tutto;
- più che si può,
- alla larga dai guai,
- dal male,
- che ci sovrasta,
- meglio alzare le spalle,
- e pensare solo a sé.
-
- Ad Apalachicola destarsi
-
- Poter destarsi,
- e cominciare,
- da un passo,
- un lungo viaggio,
- lontano dalle tue solite
cose,
- dai luoghi comuni;
- dalle cose scontate,
- evadere dalla tua noia,
- dalla tua non aver voglia
di fare,
- andare via,
- e lasciare i guai,
- e la tua vecchia vita,
- in una soffitta;
- e andare on road,
- dove ti portano le scarpe,
- deciso a non guardarti
- indietro;
- e arrivare scendendo il continente
- d’America ,
- fino ad Apalachicola,
- e pescare in canoa,
- e vedere il grande fiume
con le sue anse,
- e tornanti;
- e le sponde che si
affacciano sulla corrente,
- e magari mangiare un cisburger;
- senza pensare a niente,
- sperduto ,
- nel tuo posto,
- là dove desideri stare,
- uno qualunque,
- ad
- Apalachicola,
- Apalachicola,
- Apalachicola.
-
- Andarsene
-
- Andarsene, via,
- il mondo aspetta là fuori,
- in infinite road,
- strade blu 66,
- che portano,
- verso le praterie e
le corsie,
- larghe,
- con il deserto ai bordi della
strada,
- i cespugli,
- gli arbusti e le lucertole,
- percorrendo canyon e grandi
sierre,
- fino a scendere ,verso al
Florida;
- dove il clima è mite,
- e ci sono le barche e i battelli,
- là,
- in fondo ad Apalachicola;
- e il vento fruga,
- tra le palme e le piante;
- e al primavera,
- non se n e va mai.
-
- Binario
-
- Binario,
- parallelo,
- verso un futuro che non vuoi,
- che ti dice,che qualcosa
è finito,
- è ora di tornare,
- di partire;
- binario arrugginito
- e ferroso,
- pieno di neve;
- il treno arriverà,forse,
- oppure no,
- col suo solito ritardo;
- e tu nella sala di aspetto,
- quadrata ,
- grigia,
- le piastrelle polverose,
- passa lo scopino,
- che fa finta di pulire
- qualcosa;
- qualcuno telefona,
- qualche altro sbuffa,
- chi maledice i treni,
- chi pensa al ritardo;
- e tu che vorresti non far
partire,
- la persona,
- vorresti fermarla,
- portare indietro le lancette;
- poi finalmente ecco il treno,
- massiccio e sferragliante,
- si ferma,
- la persona sale,
- e vorresti andartene con
lei,
- scappare via;
- la saluti con la mano;
- poi il treno si muove,
- e diventa sempre più piccolo
- all’orizzonte;
- e diventa piccolo ,
- un punto che si confonde
col cielo;
- è andato,
- finito,
- partito;
- e il tuo cuore piange un
po’
- di dentro;
- e senti solo,
- la tristezza,
- d’un arrivederci,
- ed è di nuovo,
- la tua vita.
-
- Deserto
-
- Deserto,
- con ciottoli e sassi,
- immensa landa grigia e
- brulla,
- cespugli e cactus,
- strepiti e
- tratti con della steppa;
- le lucertole stanno al sole
,grande disco rovente,
- che dipinge le montagne di
rosso,
- ed il cielo manda stilettate
gialle;
- lungo la strada nella prateria;
- delle macchine abbandonate,
- vicino al Messico,
- e roulottes abitate
- dai navajos,
- che guardano passare le auto,
- con sguardi di pietra;
- pezzi di carta lungo la strada;
- da qualche parte lo
sciamano canta una canzone triste;
- recitando un anemia,
- che nessuno capisce;
- e il tempo tra i canyon nel
deserto,sembra fermo,
- al tempo della pietra;
- nell’aurora del mondo;
- in un tempo remoto,
- più vecchio delle montagne.
-
- A te, solo un po' per te, Etty
-
- In mezzo a questo
- Giorno,
- a questa sera,
- che si spegne
- lentamente,
- come una lucciola,
- d’estate;
- mentre ascolto,
- il rumore delle ultime auto,
- mentre
- il traffico si cheta,
- per la sera;
- e i grilli,
- cantano,
- da qualche parte,
- si penso
- a te,
- a te;
- chissà dove,
- sei partita,
- sei già lontana,
- in qualche posto ameno,
- o chissà dove;
- lo so,
- che non va bene ,
- lo so, che non posso,
- ma penso a te,
- a te;
- chissà perché,
- per ricordare tutto
- qui,
- tutto qui.
-
- Acquazzone
-
- Temporale,
- le gocce cadono scrosciando,
- zampillando,
- e
- infrangendosi,
- sul terreno,
- nei marciapiedi,
- pozzanghere grandi,
- martellate
- dalle gocce;
- le vie
- con rivoli
- e
- scie di acqua
- piovana,
- fanno sembrare
- già autunno,
- come se la bella stagione,
- fosse stata scacciata,
- e mandata via;
- le foglie tremano sotto la pioggia;
- il mondo sembra nettato,
- pulito,
- almeno,per un po’.
-
- Attorno a te
-
- Attorno,
- a te,
- il male;
- nascosto,
- come un serpente;
- come un male oscuro;
- attorno,
- della gente ,
- che non vuoi,
- che non
- sono niente;
- e rimani
- solo,
- ma va bene così;
- con te,
- c’è la compagna
- più preziosa;
- chiamata libertà;
- ogni secondo,
- ogni minuto,
- vuoi solo,
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