La pagina
di Sara S
FRAMMENTI DI POESIE
Ultimo addio
Sto trascinandomi appresso la carcassa
di una creatura nata dal nulla e,
ormai corrosa da quello spettro che è l’abitudine.
E’ sopravvissuta a mille tempeste, a mille naufragi e altrettante
tormente
ma lo scontro finale, il più difficile, l’ha vista perdente.
E ora mi chiedo a cosa serva continuare
ad annaspare in quest’illusione chiamata amore.
A cosa serva atteggiarsi con gli occhi lucenti
in un ruolo che diventa sempre più stretto...
E so, che dai muri non uscirà mai sangue
così come dalle mie mani non scivoleranno più candide
carezze,
o dalle mie labbra languidi baci.
E pungono, tra le ombre della mia mente,
acuminate punte di spilli argentei
graffiano, mi sanguina il cuore, sobbalza l’anima...
si tratta forse di quel demone insopportabile chiamato rimorso?
E allora, che vad
a a farsi fottere tra le fiamme del suo inferno
lasciandomi crogiolare nella disperazione del mio!
Le lacrime al buio, hanno lo stesso sapore del mare
i pugni stretti nella notte hanno la stessa prepotenza delle onde
...
Anche gli scogli più possenti vengono raschiati via, lentamente...
Percorrendo l’interminabile sentiero di vetro,
lastricato di ricordi alimentati dal vento,
raccolgo i fili disordinati della mia vita
incrociando i bianchi con i neri,
i rossi con i rosa,
i verdi con i gialli...
ritrovandomi tra le mani un indefinito arcobaleno
di tempi scaduti e occasioni mancate.
Così non ci resta altro che raccogliere le schegge di questa
ovvietà
e incidere con esse la parola fine nei nostri cuori
evitando false promesse uscite da labbra di stoffa...
chiedo solo...un ultimo addio..
.
Sogni accartocciati
E le illusioni che scivolano dalle dita
Provocano sempre una piccola ferita
Che strappa le ali dalle scapole stanche
E lacrime solcano le guance bianche
Questa è la pena di chi convince il proprio cuore
Che le speranze sono le ultime a lasciarci sole
Di quelli che non affrontano la realtà, e vivono beati
Affogando nel loro oceano di sogni accartocciati
Ad occhi chiusi
E giacerò, prima o poi
Sotto la nera e crudele terra
Anima stanca. Anima vecchia
Nuovo spirito, nuova essenza!
E mi vedrai, tra i colori della notte,
Ai tuoi occhi, apparirò
Come un sogno ormai sbiadito
In un corpo senza tempo
Sentirai, nel frastuono del silenzio
Una voce già ascoltata
Melodia indimenticata
Sussurrarti tra i ricordi più ostinati
Toccherai, con gesti involontari
Il mio freddo ed impalpabile viso
Sarà come afferrare nuvole
Lisce ed evanescenti
E assaggerai,
come ambrosia nel palato
Sapore dolce di labbra già scadute
E asciugherai,
ad una ad una con le dita
Lacrime amare di occhi già calati.
Un’Alice fragile
Fragile! Vorresti volare e toccare le nuvole
Vedere un angelo affacciarsi dalle porte del paradiso
Sorridente e luminoso
Fragile! Vorresti correre e raggiungere l’arcobaleno
Trovare un universo sereno e splendente
Dove le fiabe continuano a vivere
Dolcezza! Ti chiedi se il mondo è così brutto
In ogni suo angolo,
se esiste uno spiazzo dove le fate danzano ancora
Dolcezza! Non capisci perché l’amore
va
Di pari passo col dolore,
e perché le lacrime continuano a scorrere
Piccola! La notte guardi le stelle
Cercandone una che ti scaldi il cuore
Piccola! Alzi gli occhi al cielo
E capisci che il mondo è uguale in ogni suo angolo…
Piccola. Dolcezza. Fragile… il tuo mondo fatato
e incantato
Te lo potrai costruire se vorrai
Fortifica le tue spalle… Raschia via le tue lacrime…Tieni stretti
i pugni
E sarai una nuova Alice nel Paese delle Meraviglie
Per proteggerti
Appendo i sentimenti al filo
Quando non servono più
Copro il volto di indifferenza
Per non soffrire ancora
Costringo l’anima a guarire
Ancora prima di infettarsi
Come se tutto fosse una vecchia pellicola
Polverosa e sbiadita.
Stanotte cerco la tua mano
Ogni mia difesa spiazzata!
Il forte urlo dell’amore
Mi rende debole di fronte a te.
Non riesco…
Non posso…
Non voglio spezzare questo incanto
Questo incanto che ci lega
Guardo la Luna e…
e…anelo i tuoi occhi
…i tuoi occhi su di me!
Non soffrirai!
Ti proteggerò da me…
Se necessario, ti proteggerò da me
Ma non occorrerà
Il tuo cuore è al sicuro qui…
Batte insieme al mio…(Tum Tum Tum…)
Ogni notte lo sento
Mentre cerco il tuo respiro…
Sei al sicuro qui…
Non soffrirai …
Guardo la Luna e…
e…anelo i tuoi occhi
…i tuoi occhi su di me!
Senza speranza
Alzare lo sguardo al cielo non ha senso,
la Luna non riflette più i sogni
sanguinano le stelle,
si riaprono vecchie ferite
i fiocchi di neve si sono sciolti,
anche di quei cristalli non resta che acqua
frammenti di suoni
ceneri di pensieri
urla di tuoni.
Come si può, afferrare il cielo?
Rubini
Lacrime di rubino
levigano la pelle,
si posano sulle labbra aride;
non potete immaginare quanto siano amare!
Lo sguardo carico di tristezza
il cielo carico di pioggia...
Questa caduta verso il mare più profondo
è snervante.
Quante piume sono state strappate da queste ali?
Quante volte ancora queste labbra assaporeranno
il sapore aspro dei rubini?
Fiore nel deserto
Ti ho donato me stessa
Come fossi una rosa da annaffiare
Mi hai conquistata solamente esistendo.
Dandomi forza. Respirandomi accanto. Essendo.
Le mie radici sono ora ben salde in te
Tu non le abbandoni mai.
Non smetti di abbeverarle
per continuare a farmi vivere.
Ma non di solo acqua una rosa vive.
La luce del sole riscalda i petali,
e il bagliore del tuo amore
mi riscalda il cuore
Solo tu, nessun altro avrebbe potuto
Una rosa non cresce nel deserto,
Io non vivevo sorridendo. Così vulnerabile.
Solo tu e nessun altro poteva farmi rifiorire
L’unico che abbia saputo ridarmi
La gioia per la vita, per le piccole cose
L’unico in grado di far crescere un fiore avvizzito
Nelle desolate piaghe del caldo deserto!
Se mi dirai addio
Se vorrai dirmi addio
Fallo ad occhi chiusi
Per non vedere la disperazione deformarmi il viso
Se vorrai dirmi addio
Fallo violentemente
Per non ricordarmi quanto ho amato la tua dolcezza
Se vorrai dirmi addio
Fallo velocemente
Perchè il dolore sarà infinito
Se vorrai dirmi addio
Fallo mentre piove
Per confondere le lacrime con la pioggia
Se vorrai dirmi addio
Fallo con un colpo secco
Per evitarmi altro dolore, prima di esalare l’ultimo respiro.
La mia prigionia
Come un bicchiere di cristallo
la mia vita di colpo
si è frantumata...
So che il mondo lì fuori
continua a girare
ma io continuo a trovarmi
nello stesso tempo, nello stesso luogo...
Desiderare la fuga,
desiderare l’evasione da questa prigionia...
non una cella di freddo metallo,
solo una prigione di stordenti ricordi, di agghiaccianti realtà
Il tuo ricordo ha il sapore delle ciliegie
Ricordi? Le corse sotto il sole, tra l’erba alta e i campi di grano.
Le urla a squarciagola e le risate fino alle lacrime.
Le piccole gite in case disabitate
Che, per una paura bambina
Diventavano case degli orrori.
Ricordi? La pelle calda e arrossata nelle
giornate di luglio
e il nostro rifugio all’ombra degli abeti.
I gelati al sapore di menta e libertà.
Le canzoni cantate a gran voce
In direzione del cielo. E labirinti immaginari…
Ricordi? Le liti furibonde, gli schiaffi di
bambine e i capelli afferrati
per poi accorgersi di non poter stare lontane a lungo.
Un’altra stretta di mano e promesse
Ripetute di amicizia eterna. E di nuovo
A capofitto sui nostri giochi d’infanzia.
Ricordi quando volevi giocare alle modelle?
E io mi vergognavo.
Ma lo facevo. Per vederti sorridere. Modelle nelle nostre teste.
Ti guardavo e bellissima lo eri davvero.
I vestiti stuzzicanti esaltavano la tua bellezza.
Mi accorsi che insieme a me eri cresciuta pure tu.
Ricordi? Le nostre gelosie, parlando delle
compagne di scuola.
La paura che le altre potessero dividerci.
I nostri compleanni, anno dopo anno.
L’una e l’altra sempre presenti. Sempre insieme.
Poi la nuova scuola per entrambe. Le vite che prendono strade diverse.
Ricordo le lettere che ci scrivevamo per tenerci in contatto
Anche se ci avevano divise. Ricordo che durarono per un
Paio d’anni. Che eravamo quasi donne ormai.
Saluti e larghi sorrisi quando ci incontravamo
per strada
Ma nulla più. Ormai le nostre vie si erano divise. Abbiamo
permesso che ci dividessero.
Ma voglio ricordarti così. Voglio ricordarti come l’irrequieta
bambina.
Come la mia unica amica d’infanzia. La sorellina che non ho mai
avuto.
Ricordi quando fingevamo di essere sorelle?
Ti ricorderò così. Per sempre.
Profumata di ciliegie e cioccolato.
Bellissima nei vestiti da donna. Nei tacchi alti della mamma.
Ti terrò dentro di me. Avrei voluto darti l’ultimo saluto.
Se potessi
Tornare indietro, mi riavvicinerei a te, almeno negli ultimi mesi.
Prima che la Morte ti strappasse via.
Senza nessuna possibilità di riaverti, questa volta. Se solo
ti avessi cercata…
Per stringerti la mano l’ultima volta. Per farti giocare l’ultima
volta
Il tuo fango mi ha sprecata
Ricordi cristallini
Resi opachi
Dalla rabbia
Del senno di poi.
Spremevo del tutto
Me stessa
(anima inclusa)
Solo per vedere
Quel sorriso.
Avevi fango
Nelle vene,
Mi illudevo
Diventasse neve.
E invece me l’hai
Gettato contro.
Annaspavo
Disperata
Bramando
Che m’amassi.
Come su
Un piedistallo
Come se
Nulla ti toccasse
Continuavi a
Trucidarmi
L’anima.
Mentre io
Mi dissanguavo
Per essere
Amata. Da te.
Ma smisi.
Dalla mia anima
Non usciva
Più nulla. Ormai.
Realizzai
Quanto il mio sangue
Mi fosse caro
E a quel punto
Ti vidi debole
In quel momento
Ti vidi vulnerabile
Capisti
Di esserti
Lasciato fuggire
Chi ti amava
Profondamente.
Desideravi
Tornare indietro.
Ti accorsi
Di amarmi.
Ma ero stanca
Avevo lottato
Fino allo stremo
Desiderando
Solo un
Ti amo sussurrato.
Non potrò
Mai dimenticare
Come hai
sprecato
Il mio amore.
Un’onda alla deriva
Qualsiasi onda,
prima o poi,
porta alla deriva
qualcosa di speciale
Così come
Sul ciglio della mia vita
Sei arrivato tu
In punta di piedi
Pizzicando
Ogni corda del
Mio essere.
Abbattendo
Ogni barriera
Che duramente
Avevo innalzato.
Entrando
Inaspettatamente
Nei miei pensieri.
Nel mio mondo.
A nessuno
Avevo mai permesso
Di inoltrarsi
Così a fondo
Dentro di me.
E tu,
con una naturalezza
disarmante
mi hai spiazzata
mi hai innamorata
Ed ora,
il cielo potrebbe precipitare
o il sole spegnersi.
Io ho il mio
raggio di luce personale
Impedirò a chiunque
Di farti del male.
Di dividerci.
Non potrei vivere
Senza il
Mio sole guida.
Prenderò le stelle
Una ad una
Per spezzarle
E regalarti
Luce gratinata
Ad illuminarti
La via.
Chiedimelo,
e diventerò
una Peccatrice
Desideralo,
e ti ruberò
l’universo.
E ricucirò
le tue ali
Asciugherò ogni
Tua lacrima
Condividerò ogni
Tua gioia
Finchè
Non vorrai
Volare via
Da me.
Ed ora,
la notte potrebbe
non finire più
o la luna sprofondare.
Io ho il mio
Raggio di luce personale.
Sarà una goccia di rugiada?
Sarà una limpida goccia di rugiada
A risvegliarmi la mattina
Quando tu non ci sarai.
Saprà essere altrettanto
Dolce?
Sarà una fonte d’acqua fresca
A risollevarmi
Quando tu non lo farai.
Saprà essere altrettanto
Confortante?
Sarà un morbido cuscino vellutato
A coccolarmi
Se te ne andrai.
Saprà essere altrettanto
Delicato?
E sarà una calda coperta rossa
A tenermi stretta
Nei giorni d’inverno senza di te.
Saprà essere altrettanto
Calorosa?
…Eppure, finchè avrò voce,
Continuerò ad invocare
Piangendo il tuo nome
Se mi dimenticherai…
Il dolore più lancinante
Pareti grigie e lisce
Grondanti
oscurità e tristezza
Sembrano stringersi
attorno a me
In un presa infinita.
Petali di rose nere
Che sudano sangue
Sotto i miei piedi nudi…
Sento le spine,
graffiarmi le caviglie
Sento il respiro
diventare affannoso
Sento il volto,
incendiarsi di lacrime
Luminosi flash
di schegge
di passato
Tornano
a scalfire
le pareti
dell’animo
Sento il loro
sapore amaro,
sotto il palato
Sento il loro
eco incessante
che martella
Nella testa.
Nella mente.
Dietro gli occhi.
Sotto i miei piedi
Una crudele
chiazza di sangue
Le gambe martoriate.
La pelle straziata.
La punizione che mi merito.
Il dolore che amo sentire.
Le ossa
Si spezzano,
la carne
si strappa
Ma il sapore
acre dei rimorsi
E’ il dolore
più lancinante
Quando l’anima piange
Mascherare
la tristezza
dietro involucri
di falsa rabbia.
Ignorare le ferite
dell’animo
sotto maschere
di ipocrita
indifferenza.
Ingoio amarezza
e
vomito odio.
Sogno o realtà
Questa notte ti ho sognato
Amore mio
Vestita di rosso sangue
Mescevo filtri
E calendule gialle
In un calderone
Di grigio metallo
Con code di topo
E lingue di serpenti
Preparavo pozioni
D’ amore e vendetta
Per tutti i cuori infranti
Ma ecco che arrivano
I cavalieri sacri
Arrivano per punire
L’eretica
Arrivano per uccidere
La blasfema
Questa notte ti ho sognato
Amore mio
Mentre dall’alto
Del mio crocifisso
Fissavo la folla,
Un volto tra i tanti
Mi trafisse il cuore
Mentre le fiamme
Consumavano la mia pelle
Fu l’espressione soddisfatta
Del tuo viso
A straziarmi
Le lingue di fuoco che
Mi accarezzavano il volto
Erano un sollievo
Per il gelo che sentivo
Dentro di me
Questa notte ti ho sognato,
amore mio
In mezzo alla folla
Ti vedevo urlare
Con odio e disprezzo
“A morte la Strega!
Al rogo la Strega!”
E ridevi fiero.
Compagno di un’eretica
Ti ho visto, amore mio
Tra le calde fiamme
Soffocanti, imploravi
La mia morte.
Questa notte, ti ho sognato
Amore mio
Ti ho sognato tradirmi
Ti ho sognato bruciarmi
Ti ho sognato odiarmi.
Poi ho aperto gli occhi
E, al tuo posto
Un solo foglio bianco
Con scritto “Addio”
Così crudeli sono i sogni
Chi lo ha detto
Che i sogni
Sono preferibili
Agli incubi?
Se non altro,
risvegliarsi da un incubo
è confortante:
per quanto
vuota possa
sembrare
la realtà
sarà meno paurosa
dell’illusione.
Ma quanto è
Sconfortante
E
Deludente
Quando gli artigli
Della quotidianità
Ci strappano
Dall’aria magica
Di un sogno?
Urlando contro il cielo
Volteggiano i pensieri
Vibranti
Come bruma
mattutina
Pizzica la tua immagine;
Palpitante e
Stuzzicante
La voglia che ho
Di te
Quando mi manchi
Così tanto
sbriciolo tutti
i ricordi
di noi due
Ma, in questa notte
Senza data e
Senza luna
Ho paura, qui da sola
Vieni a prendermi,
e cullami
Tienimi la mano
E cantami
La più dolce
Nenia che conosci
Desideri vani, in questa notte
Senza luna e
Senza data
Ho freddo, qui nel vento
E non c’è nient’altro
Da fare
Sugli scogli di questo
Triste e nero mare
Qui da sola, ho paura
Qui nel vento, sto tremando
Solo tu potrai salvarmi
Il tuo nome è melodia
E lo sto urlando contro il cielo
Dolore senza fine
Macchiarsi del più grande peccato,
è come assaporare
il più intenso tra gli orgasmi.
La collera rende ciechi
La vendetta appaga
anche la sete
più insaziabile.
Sono lacrime quelle?
Rosse come lingue di fuoco
Vive come gufi nella notte
Taglienti come artigli di ghiaccio
Smetteranno di lacerare la pelle,
prima o poi...
Così ho imparato ad amare
Così ho imparato ad amare
Negli anni e le stagioni
Solo accanto a te
Ne ho carpito l’essenza
Mi hai insegnato a volare
Senza ali, né fili
Nel più azzurro dei cieli,
l’ho chiamata felicità
Ho scoperto la melodia
Insita in ogni cosa
Se non la si vede, ma si osserva
Con gli occhi dell’amore
Ed ora ho capito,
di questa vita
il senso.
Il tuo sorriso, ogni giorno
La tua voce, in ogni tempo
Così indispensabili, per me
In ogni momento.
Chiedo solo di
Passare altri mille autunni
Mano nella mano
Sopra le gialle e fruscianti foglie
Ed altre mille estati
Stretta a te,
di notte e alla deriva
avvolti solo dallo scroscio delle onde.
Chiedo solo, di appartenerti
Per sempre…
Parole ingoiate
Verso ambrosia
Nel calice del tuo cuore
Liquefaccio miele
Sulla tua calda pelle
E frammenti di ghiaccio
Mi rigano la schiena
Carboni ardenti
Mi scivolano tra le dita
Dimmi,
che sapore hanno
le parole ingoiate?
Punto di non ritorno
Quanto è sottile il
Confine tra amore e odio?
Etereo quanto una spirale
Di fumo…
E affilato quanto la lama
Di un rasoio
Bastano delle piccole
Verità
Venute a galla
Per oltrepassarlo
(Puoi odiare intensamente
Solo chi hai amato sfrenatamente)
Bastano delle crudeli menzogne
Che ti massacrano
L’orgoglio,
per varcarlo
(Una volta oltrepassato
Non lo puoi riattraversare)
Quando ti calpesta
Colui che un tempo
Dava un senso a
Quest’esistenza
Anche se
Il tempo è passato
implacabile
L’odio esplode
…e fa ancora male…
(Ho raggiunto, finalmente
l’inevitabile
Punto di non ritorno)
E, posso sbatterlo
Sui muri
E scagliarlo
Contro il cielo
Questo amore
Diventato odio
Come si ama?
Mi bastavano
parole accarezzate,
sussurri complici
Ho ricevuto
spietati giudizi,
processi crudeli
Pensavo che
un paio d’ali
volassero nella stessa direzione
sbagliavo...
Pensavo che
tenendosi per mano
si potesse decollare
mi illudevo...
Pensavo che
due anime fuse
avessero lo stesso colore
ora non ne sono più sicura...
Qual è il modo giusto d’amare?
Lavami l’anima
Parlami
Del nero mantello
che ricopre il tuo animo,
amica mia
Chiedimi
come attraversare
la vita, indenni.
giovane donna
Bagna
il mio cuscino
di lacrime,
soffocalo
di mille perchè
Non si sa come mai
quando l’acqua è cristallina,
accade sempre qualcosa
che la imbratta
E bisogna ricominciare
a pulirla,
ancora una volta
Lavando via
la polvere dei ricordi
la cenere dei rimorsi
il fango del disprezzo
Togliendo lo sporco
di tutte le volte
che si è caduti.
Ma in acqua tiepida
per non rovinarne i
colori
E con delicatezza
per non toglierne
le fibre buone
Perchè,
per quanto possa
infangarsi,
non si potrà
mai cancellarne
le sfumature
e il tessuto
originari.
Questa è la verità
Ti illudono, ti usano,
ti fanno aspettare.
Ti giudicano, ti sprecano,
ti parlano male.
E io sento
Di non valere
La metà
Della terra
Che li vedo
Calpestare.
(E’ realmente un loro dovere
Radere al suolo, le mie chimere?)
Ti mordono, ti mortificano,
si sentono superiori.
Ti accecano, ti feriscono,
ti chiudono le strade.
E io mi sento
più inutile
di un sole
ormai spento,
al loro cospetto
(Ma meritano davvero,
le mie lacrime amare?)
Ti schiacciano, ti deridono,
ti vogliono annientare.
Mi chiedo
Dove trovano
La forza
Di fare
Tutto
Questo male.
Scrivi
le tue considerazioni all'autore.
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