Pensieri & Parole

Sono Solo Considerazioni

La pagina di Nelluda
 
 
Oh albero tu!

Oh albero tu che il tramonto nascondi,
ad ogni domanda mi par che rispondi
dei miei pensieri sei tu spettatore
riempimi tu le mie inutili ore,
tu col tuo tronco sì alto e robusto
fa che torni il giorno mio augusto
la felicità la puoi darmi sol tu
donami pure quel mare laggiù.

Oh albero tu che di fronte mi stai
rispondere me rifiutato non ti sei mai
tu che agli uccelli una casa gli doni
e a chi ti fè male, ti inchini e perdoni,
dopo parlato mi par che acconsenti
chini il tuo tronco e mi dici che senti,
io ti ringrazio mio albero tu
fino a quel giorno che non sarò più.

Com'è bella la notte


Quando un uomo felice non è
ad ogni sua sorte non trova il perché
per ogni avventura non è mai il vincitore
e della felicità non trova il sapore,
non è un uomo sfortunato
è un tratto di vita che se ne andato
è un periodo che deve passare
e deve mettersi solo a sognare.

Quando cala in silenzio la notte
di cose belle riempie la botte,
e l´unica cosa davvero stupenda
è stare seduto oltre la tenda,
guardare le stelle, senza fiatare
star seduto solo a sognare
chiudere gli occhi e immerso nel buio
"naufragar nel dolce mar suo".

Si sente volare, senza pensieri
volare dritto nel passato di ieri,
felice e immobile stringe le mani
vola dritto nel futur di domani
. . . . vede una donna, quella che ama,
quando improvvisa una voce lo chiama:
- sveglia, mi sembri una botte!
stavo sognando? Com´è bella la notte!

 

A cuscienz


Quann me vado a cuccà
dint `o liett o´scur
faccio mill pensier primm `e piglià suonn,
cu l´uocchie apiert, fiss n´faccio o´mur
senza vedè nient e chell ca stà attuorn.

 

Momenti


Volano gli uccelli nell´aperto cielo
sopra di noi formano un velo,
migrano.
Pregano le nonne con la mano tremante
stringendo la corona per loro un diamante,
invecchiano.
Nella nera terra due bimbi africani
nascono uomini e muoiono cani,
soffrono.
Due uomini con occhi di fuoco
cadono a terra come fosse un gioco,
si odiano.
In un posto qualunque voluto dalla sorte
due ragazzi le mani si tengono forte,
si amano.

Oh Sommo!

Al Professore

E mi ritrovo qui a pensarti
ora che non ci sei
mi ritrovo ad amarti
come forse mai.
La mia mano trema
tocca appena il foglio,
la tua mente suprema
offendere non voglio.
Oh Sommo, vorrei esprimere
ciò che dentro sento,
vorrei riuscire a scrivere
il totale sentimento,
che vorrebbe esplodere
nella sua dimensione,
ma che non si vuol confondere
con semplice emozione.
Oh Sommo, ora sai
ciò che io sognavo,
ora più che mai
sai quanto t´amavo,
quel desiderio enorme
che già un tempo scrissi
ora nel cuore dorme:
"ma perché non dissi?"

E´ l´unico rammarico che porto dentro me,
è una forte colpa che non perdonerò,
ci penso e mi ridico : "aspettava solo te"
e solo se ne andrà quando ne morirò.
Oh Sommo, or ti rivedo
ancora in questa stanza,
col tuo viso lieto
sebbene la mancanza,
passeggiavi muto,
e solo coi tuoi pensieri
non hai mai chiesto aiuto
e ripensavi a ieri.

Sensazioni

A Carla

Sensualissima sei, calda e travolgente,
solo con uno sguardo sai essere seducente
e, quando mi cerchi con gli occhi tuoi bramosi
risvegli nel mio corpo i sensi più furiosi.

Quante volte, poi, t´ho detto che il tuo viso
traspare quel tuo io che dal mio è condiviso
e, che quando il mio corpo nel tuo va a dissetarsi
non ne uscirebbe mai, nemmen per riposarsi.

Se penso alle mie mani che frugano il tuo corpo,
se penso al tuo ansimare sentito forse troppo,
un´inquietante smania di colpo mi travolge
e, il corpo la evidenzia e la mente si sconvolge.

Ed è magnifico sai tenerti per la schiena
per farsi poi travolgere dal tuo torrente in piena,
che impetuoso scende, violento e inverecondo
e che palese dice il piacere tuo profondo.

Sublime è quel istante stretti a riposare,
stringere il tuo viso e gli occhi tuoi fissare,
quasi a voler trasmetterti il pensiero mio latente,
e dirti tutto...senza dirti niente.

Pensieri nella notte

A Carla

Stanotte pensavo ad un passato recente
ad una vita andata ma comunque vissuta,
ho rivisto i momenti, i posti, la gente
ho rivisto la mia anima che è andata e venuta.

Ad un tratto la mente è tornata al presente
a quello che tocco, che guardo che chiamo,
un pensiero veloce, sicuro evidente
mi dice: son certo è sol ora che amo.

Le cose già fatte mi sembrano nuove,
le frasi già dette sono da dire,
qualcosa dentro si strugge, si muove,
ti adoro, ti amo...da impazzire.


Al bel gentil sesso!

Di tutte Voi son pien le poesie,
sommi versi per Voi furono scritti,
sempre per Voi ci furon grandi follie
da render stolti uomin prima dritti.

Perfette creature dal cielo cadute
per allietare noi uomini avvinti,
solo per noi, Voi siete venute,
solo da Voi siamo ormai cinti.

Io Vi innalzo al più sommo piacere,
"Carnali sorelle" della Terra,
tutte insieme Vi vorrei avere,
tutte ammassate sul corpo in serra.

Ritornano a volare

"Son caduti gli aquiloni"
strapazzati dal vento della vita,
sbattuti a terra dalle stagioni
e riposano sull´anima avvilita.

Ricordi i pomeriggi a parlare
Coi libri chiusi...sottovoce?
Mi dicevi di un nuovo amore
E, per fortuna baciavi una Croce.

- Su dimmi, tu che speri?
mi scuotevi caro amico,
- dillo se vuoi che s´avveri!
Dimmi il tuo sogno, com´io lo dico.

Che forza eravamo noi due,
tutto sembrava si potesse avverare,
le mie pene eran le tue
i tuoi dolori dovevo alleviare.

Su rialziamoci, dammi la mano,
tiriamo insieme, non è finita,
vedi che vola...lento...pian piano.
Ecco il tuo sogno,... la mia vita.

Una sera d´estate

A Carla

Il rumore ammaliante del mare
di sera, col sole che affonda...piano
in alto poi, insieme a roteare
infiniti gabbiani...e la tua mano.

La brezza si sente
ma è un dolce sentire,
è assente il presente
e vivere il morire.

Il sole sparisce
e l´ombra ci avvolge,
il complice buio di più s´ infittisce
e, sembra capire il ruolo che svolge.

Qualche ombra

E´ così vuota questa stanza
piena di cose e di persone,
eppur stracolma l´abbondanza
ogni cane ha il suo padrone.

Fuori piove, e non si vede
è notte fonda, e un po´ più in là
qualche ombra s´intravede
che fuggiasca se ne va.

Vili signori !

Fumo, polvere, pianti strazzianti,
mille morti e poi mille , forse di più,
colpiti e poi stesi i due giganti,
un cielo grigio che prima era blù.

Un pianto antico da lontano io sento,
corpi sparsi di chi non è più,
avvolti dall´oblio sul terreno cruento,
un cielo grigio mai stato blù.

L´umana speranza non teme e si chiede:
Chi è il reo per chi non è più ?
L´uno scappa, l´altro si siede;
entrambi s´accusan: sei stato tu !

Vili signori della Terra,
possiate finire nelle vostre mani,
vili signori della guerra,
ridate ai vivi il loro domani.

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