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A volte il dolore è cosi
grande che la vita resta sospesa
A volte il dolore
è cosi grande che la vita resta sospesa. Nessuno di noi è in grado di
farvi sempre fronte! Purtroppo nemmeno gli Elfi!
Sono molto stanca oggi,ho vagato
tutta la notte,per spargere nel bosco la polvere del sogno. È un
peccato essere in cosi pochi. La mente torna al passato,alle feste
degli elfi intorno al fuoco,tanto,tanto tempo fa, nella notte dei
tempi,quando isolati,dispersi nei boschi della terra con addosso il
peso della solitudine. Ma sono contento di quello che faccio,sono
contento quando riesco a regalare un sogno. E, per te vorrei dar vita
al sogno più bello, alla magia più grande che posso fare.
Vorrei relegarti la gioia di un
giorno,ma che duri per tutta la vita. Vorrei renderti cosi felice da
fermare il tempo,che il cielo e le nuvole restino ad ammirarti,che il
sole invidi il tuo splendore,che il mare taccia per ascoltare il tuo
cuore. Questo vorrei fare per te,e ci provo ogni notte,ogni notte
spargo su di te la mia magia e aspetto,aspetto il giorno in cui potrò
finalmente vederti gioire come non mai.
Vorrei strappare le pagine del
passato,cancellare le frasi più dolorose,vorrei riscrivere la
storia,colorare d’azzurro il libro della tua vita,vorrei aver
cominciato tanto tempo fa. Ma il tempo non concede seconde prove,
un’occasione perduta non torna mai indietro,mai uguale a se stessa,ed
io non avrò mai l’occasione di cominciare a scrivere per primo nel tuo
diario, non posso che sperare d’essere quella che ci scriverà più a
lungo, quella che scriverà le pagine più belle,d’ora in avanti sino
all’ultimo giorno.
Luna che serena rischiari
Luna che serena rischiari
Le cime mai violate dei miei monti
Perché ora offri i tuoi seni
Alla lingua di un Dio che non parla?
Perché offri il tuo corpo
In silenzio inquieto e arrendevole
A chi ha offerto ai miei cervi un
ridicolo ponte?
Ed io ieri nell’ombra ti ho vista.
Dolce Notte
dolce notte,
tanto attesa e desiderata,
allieta i suoi sogni,
e conducili fino ad incontrare i miei,
così che un giorno,
questo nostro sogno diventi realtà
Emozioni
Stanotte guarderò le stelle
Non per pensare se ci sono altre
vite
Ma per provare le sensazioni e le
emozioni
Che mi hai fatto provare…
Oltre Le Montagne
Ne ho fatta di strada,
ne ho percorsi di sentieri,
ho pianto,ho gioito,
mille volte mi sono soffermata
a dialogare con
le stelle e la luna
Mille volte
Ho perso e ritrovato me stessa
Ma mai,il mio sguardo
Ha oltrepassato
Le montagne della vita.
Solo ora
Quando guardo nei tuoi occhi,
quando sorrido insieme a te,
quando diventiamo una sola cosa
solo ora,
il mio sguardo
va oltre le montagne.
E con te,
viaggia il mio esistere.
Autunno
È come scendere su una foglia secca
Che va giù,sempre più giù
Verso la madre terra
E raggiunge le altre vite morte
Che danno vita a nuove esistenze.
Sentire il fresco alito del vento
Che ispira la mia poesia libera,
e guardando verso l’alto
vedo il verde della vita nuova
e, con le mie ali da farfalla,
salgo su
e aspetto il prossimo autunno.
Fruscii invisibili
nell’anima percorrono i sogni
Fruscii invisibili nell’anima
percorrono i sogni
Dell’avventura,alcuni ne odono il
fragoroso potere
Gli uomini della luna conversano con
essi a loro
L’intuibile visione è consapevolezza
Frastuono silente dei sognatori
Nella notte un brusio sottile
avvolge l’anima
Impeto di conoscenza uniche e
precluse
Specchio d’altrui vite.
Nel cuor degli dei la verità
La commedia dell’umanità
Gli uomini della luna accarezzano
l’infinito
Per vivere il presente immersi nei
destini
Simboli pervadono i loro sentieri
Rinnovandosi nella penetrante luce
delle stelle
È forte la traccia che guida l’onda
Della vita al suo divenire,
travolgendone l’esistenza.
Ho sentito il profumo
della tua pelle questa notte.
Ho sentito il profumo della tua
pelle questa notte. Mi sono avvicinata piano mentre dormivi,
silenziosa. È bello osservarti disteso, rilassato, mentre voli
incontro alla tua fantasia. Vorrei poter entrare nei tuoi sogni per
farti sentire quanto ti sono vicina, ma non potrei svegliarti per
confessartelo. All’alba sono fuggita, sono tornata nel bosco a
guardare la vita da sopra al mio albero. Qui è più sicuro per me, è il
mio mondo, la fantasia non ha bisogno d’esistere, perché ogni sogno è
realtà. L’aria è cosi limpida, cosi calda in questi giorni, al punto
che anche i pensieri arrivano pigri. Ma non ho molto da fare qui,
tutta sola.
La mia condanna è il tempo, e il
tempo deve passare, piano. Aspetto come una lunga agonia che nel cielo
si accendano le stelle, aspetto la luna, che possa far luce sulla
strada che mi porta da te. Solo per restare ad osservarti mentre
dormi.
Potrei desiderare di averti accanto
sempre, basterebbe pensarlo affinché, nel mio magico bosco, possa
diventare realtà. Ma non è questo che voglio. Io continuo ad
aspettare, aspetto che sia tu a voler venire, aspetto le notti in cui
i grilli resteranno a vegliare su di noi, le notti in cui sogno e
realtà si confonderanno al punto da non poter distinguere l’uno
dall’altro.
Aspetto e conto le stelle che piano
s’accendono.
Osservo gli uomini che corrono
contro il tempo, che lo temono, e ringrazio d’essere una donna senza
età, perché cosi, potrò restare ad aspettarti più a lungo. Ma ora è
tardi, dormi e sogna, io resterò qui, a sentire ancora una volta il
tuo profumo, a respirare il tuo respiro, a provare a credere che tutto
quanto sia realtà.
COSA VOGLIO DA TE
Cosa voglio da te?
Ti penso ma non capisco perché,
non so cosa provo esattamente,
me lo chiedo continuamente,
ma non capisco, so soltanto che ti
penso,
che penso a quando ti ho conosciuto,
alla tua voce dolce come rugiada
la rugiada che bagna le foglie al
mattino presto
quando la vita ha ancora da essere
tale
se ti penso un motivo ci sarà
se ti sento nei ragazzi che sento
un motivo ci sarà
ma cosa voglio da te?
Egoisticamente potrei dire che
voglio
Che tu mi faccia felice,ma non è
solo questo,
anzi questa è solo una minima,
invisibile parte
di quello che voglio da te,
ma cosa voglio da te allora?
Niente, poco, o forse tantissimo
Non lo so, quello che so
È che un giorno senza te non passa
mai,
ogni giorno senza te è un passo in
avanti
nel lungo cammino che mi porterà
a quella risposta che non ho una
voglia matta
di trovare.
L'AMORE
L’amore fa soffrire
A volte fa morire
L’amore colpisce
Ma se dici no
L’amore finisce.
Ma se lei ci penserà
E pian piano ricambierà
L’amore tornerà
E non se ne andrà.
TRAMONTO
Fluido color vermiglio
Lampi di luce cinerea,
giocano tuffandosi
nell’illune acque.
La fine di una perenne esistenza,
avvicinandosi, rinasce
nell’aurora ventura.
NAUFRAGIO
Ed il tuo corpo stanco
Abbandonato come naufrago alle onde
del mio corpo
Aspetterà il soffice silenzio della
notte sulle mie spiagge chiare.
Quando ti inventerò un sussurro,
una musica lieve,
un coro ed un inno d’amore,
per crearti di nuovo
e per scoprirti,agli albori del
giorno,
con primitivo stupore
Lucente di Vita.
PIOGGIA
Pioggia, pioggia continua,
un cielo plumbeo offusca il sole
che forse imbronciato è migrato
altrove.
Un’angoscia opprimente
Pesa su noi e c’intristisce.
La terra è sofferente e ci priva
d’ogni gioia.
Ecco! Il cielo si apre,torna sereno,
raggi luminosi si posano ovunque,
tutto risplende,anche la terra non
soffre più,
è ritornato la sua e la nostra
gioia.
MAI COSI SOLA
Mi alzo la mattina quando il sole
Affiora all’orizzonte.
E i suoi raggi risplendono la vita!
Un giorno e un altro aspettando
La fine che arriverà
Senza preavviso e chi sa dove ti
porterà.
Siamo solo degli individui che
Camminano contro il tempo
Per raggiungere una meta che non
esiste.
Passano i giorni e crescendo
Passano i sogni da bambina iniziano
i
Problemi di una vita che inizia
Ma senza accorgertene è gia finita.
Siamo tutti delle persone
Con sentimenti e sensazioni che
nessuno
Saprà mai gestire e utilizzare a suo
favore.
Siamo animali nati
Senza né ragione
Né una meta da raggiungere
Tranne l’altra vita
CHE NON ESISTE!
L’Eclissi
Io Luna, ho cercato di avvicinarmi a
te più
volte,
ingenua, ma tu sole eri irraggiungibile:
io splendevo di notte tu di giorno.
Solo nuvole stanche ti sfioravano a
me stelle brillanti mi circondavano….
La mia luce però non mi
Bastava per questo più volte,
incosciente,
al cielo chiesi aiuto ma non avevo
risposta e sognavo, sognavo
e ciò mi piaceva perché potevo
avvicinarmi a te
poiché del giorno il sogno era il
dono.
Ma non volevo rassegnarmi
E decisi di offrire la mia luce al
cielo, accetto!
Potei cosi vedere il mio sole
Ma solo nel momento del mio tramonto
E nell’istante del suo nascere e del
crepuscolo del nostro amore
Ero felice perché finalmente vedevo
il suo chiarore.
Continuava ad essere lontana
Cosi supplicai nuovamente il cielo
Stavolta offrendo persino i miei
raggi.
Riuscii ad avvicinarmi al sole….
Io stella senza luce ormai,
finalmente gli ero accanto ma mi
accorsi che in questo modo
avevo trovato solo la mia Eclissi.
The sun goes down
The sun goes down, the moon acends,
The blackish haze expands and blends.
And as the dusk gives way to night,
And all it's deathly, horrid fright,
A lone child stares at stars
About a creature, bound by bars.
A deadly, lethal, hating thing,
Near to raptor on the wing.
It soars, it stalks, it eyes its prey,
And so the child suffers this day.
Avvicina le mani al pianoforte e lasciale
scorrere sui tasti
avvicina le mani al pianoforte e
lasciale scorrere sui tasti. Ti accorgerai che stanno suonando. Hanno
sempre suonato. Qualcosa di dolce, qualcosa di amaro, di opprimente,
di allegro, di lento, di euforico. La vita è una sinfonia di note: non
sempre le mani cadono sui tasti giusti, non sempre il suono che giunge
all’orecchio è così dolce da sentire. Ma le stoccate sono una nullità
in confronto all’opera che stai ascoltando, e così senti la dolcezza
della musica piuttosto che quella piccola nota fuori posto che è già
stata assorbita e annullata dalle altre. La vita è una tastiera di 88
note. Ogni giorno una diversa, cercando sempre di suonare quelle che
senti in quel momento...
Siediti sulla spiaggia
Siediti sulla spiaggia, in riva al
mare, guarda avanti, cosa vedi? Un’immensa distesa d’acqua che si
congiunge là in fondo col cielo, che si incontra e si sposa con lui in
un punto lontano, chissà dove. Un’immensa massa d’acqua che ingoia e
annulla qualsiasi cosa gli si fa più vicino.
Sposta lo sguardo a riva
Sposta lo sguardo a riva, sulle
piccole onde che si rifrangono sulla battigia. Si allungano su di
essa, la avvolgono con la loro schiuma e poi subito si ritraggono
impaurite... Il mare, lo stesso che un attimo prima vedevi freddo e
monotono, in lontananza, calmo e inquietante, fermo e misterioso, lo
stesso mare a riva è diventato vivo, si è svegliato, ha cambiato
vestito, ricco di riccioli di schiuma bianca si è presentato e ha
sposato la spiaggia, ma subito si è fermato e ha ritirato la sua mano,
un ripensamento improvviso, insicuro è ritornato sui suoi passi, si è
allontanato un po'', ma poi ancora ha riprovato ad avvicinarsi, e così
in continuazione, fino a trovare un’intesa con la spiaggia stessa, la
sintonia del rumore delle onde che si sciolgono e si formano con lo
stesso suono ad intervalli regolari. Un suono dolce, cadenzato,
regolare come le ninne nanne che ti addormentavano da piccole la sera.
Un suono rassicurante come l’onda del mare. Si allontana un po'', ma
sai che ritornerà a bagnarti i piedi, a toccarti con la sua fresca
carezza, a soffiarti accanto leggera e fugace.
Fermati la mattina
presto
Fermati la mattina presto in mezzo
ad una pista da sci in montagna, circondata ovunque da altissime
montagne bianche. CHIUDI UN ALTRA VOLTA GLI OCCHI e stai a SENTIRE.
Pian piano quel primo silenzio tetro, cupo e opprimente diventerà un
dolcissimo senso di assoluto, una quiete nella tempesta, un rifugio al
correre del mondo. Chiudi gli occhi e ascolta: tutto ad un tratto
sentirai qualcosa che prima ti sembrava impossibile. Qualche piccolo
cinguettare chissà dove, tanti piccoli suoni l’uno diverso dall’altro,
prima non sentiti, di cui non ti eri mai accorta. La musica dolce di
un silenzio assoluto ricco di suoni bellissimi, di cui non riesci più
a farne a meno, fino a quando qualcosa rompe quella sintonia che avevi
trovato semplicemente chiudendo gli occhi...
Siediti su una roccia
Siediti su una roccia, davanti ad
una CASCATA, d’estate. Cosa provi sulla pelle? Una sensazione di
freddo, un brivido per quel acqua trasparente e gelata che ti mette
una sensazione strana. Non l’hai neppure toccata eppure è come se
l’avessi fatto. Sei rimasta lì ad occhi chiusi senza fare nulla e
quasi eri nella cascata, eri la cascata, ti sentivi l’eternità
dell’acqua che scorre lenta da secoli, fredda e gelata, limpida e
trasparente. Un pensiero di eternità ti invade prepotentemente, e tu
impotente lo subisci senza opporti, consapevole di averlo tanto
desiderato.
Scrivi le tue considerazioni
all'autore.
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