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La pagina
di Luigi
COS'E'
Invade la mente questa strana sensazione
rigetto per la vita, per la sua ossessione si ubriacano i pensieri,
tesi a vaneggiare si impossessano di te, non ti fanno ragionare.
Non è certo una colpa, il non saper reagire ma è
davvero triste saperti soffrire il senso di abbandono vuole
il sopravvento l’amore per la vita ha un segnale spento.
Cos’è che ti sfuma i colori ti porta a stare fuori.
Cos’è, di più del bisogno di serenità e
del felice sogno del figlio che in te crede perché
ti vede esempio da imitare non farlo sbandare. Ognuno
è parte di un sistema non tirarti fuori dallo schema
sei parte integrante di famiglia abbondante. Non farti vincere
dalla paura Combatterla è dura con l’amore riuscirai
per l’affetto che scambierai.
I MIEI AMICI
I miei amici sono gente di strada persone
a cui nessuno bada hanno vita complicata vissuta alla giornata.
si portano dentro segreti che non li hanno
mai traditi non hanno fissa dimora neanche chiedono l’ora
il tempo è solo passaggio un compagno di viaggio.
Vivono così, al naturale non hanno
posizione sociale neanche sanno cosa vuol dire nemmeno cercano
di capire non fanno distinzione di colore perché
in tutti batte un cuore.
Girano senza tanti bagagli giusto quello
che può servirgli a volte è ridotto all’osso
solo quello che portano addosso perché il vivere è
adesso.
LA PACE
Pace, diffondi le tue radici nella
coscienza umana fa che il sacrificio della croce non sia
risultato vano. Solleva la tua voce sulle trincee
incallite d’odio disseta le menti perverse assetate di singolo
interesse.
Diffondi la tua luce nel buio dell’animo
ove miseria e carestia non abbiano figura. Fai fiorire prati
d’affetto frutti succosi di rispetto.
L’UOMO DI PEZZA
L’uomo di pezza, giace nella stanza tra
il buio assoluto nessuno lo ha capito molti lo hanno evitato
ha bisogno d’aiuto.
Non ha più forza da solo sta
la luce riflessa calore non da chi lo aiuterà?
L’uomo di pezza, respira nella stanza
dal cuore ha preso distanza il vuoto lo copre abbastanza
a reagire non ci pensa.
È trasportato dalla vita aspetta
solo che sia finita dice: a cosa mi è servita? non
lo mai capita.
L’uomo di pezza, giace nella stanza nel
buio assoluto intorno solo il vuoto, ha bisogno d’aiuto.
PASSO A PASSO
I frutti perdono il sapore a mangiarseli
fuori stagione è disuguale pure l’odore non c‘è
reale soddisfazione. Ogni cosa vive a suo tempo di natural
passo agire procedere nel frattempo è inutile da
impedire. Non è il sole che danza intorno non è
gelo la brina estiva non è luna che apre il giorno
non è lucciola su fredda riva. Regola che non da scampo
inutile puntarsi contro come bei fiori di campo dispersi
senza riscontro.
ADDIO “GIANNI”
Addio “Gianni”, nobiluomo torinese simbolo
industriale, quelle 4 lettere nel mondo hai fatto sventolare
ricevendo prestigio mondiale.
Addio avvocato, hanno vociferato hai reso
lavoro a tanti emigrati che attraverso te,hanno fatto fortuna
garantendosi futuro,meno duro.
Caro Gianni ti porti via l’espressione
di uomo fine trasmesso alle tue aziende e sul tappeto verde.
Carattere forte,hai accettato con stile le sconfitte poste dinanzi
dalla sorte.
Addio Agnelli,”padrone” buono te ne vai
in un momento buio nell’ultimo passaggio,tra i fiori bianchi
siamo tutti affranti.
Vedi da lassù, se ci puoi organizzare
qualcosa.
CARLO
Non è tanto la paura di partire,
neanche quella di soffrire, ma il non poter sistemare, visto
che non si può evitare. Vorresti lasciare con un passaggio
indolore, farglielo superare nel modo migliore, da apprezzare
il tuo nobile cuore, però a questo mondo inferiore,
appartiene anche il dolore. Il saper reagire al triste evento,
è legge naturale, un nascosto comandamento, siamo
tutti condannati, a questi passaggi obbligati. Sopra quel
cuscino, dai sfogo al tuo lamento, ti ribelli al destino,
al suo inasprimento. Certo non aiuta chiedersi perché,
dal cesto della cabala,sei uscito te, messo alla prova dal signore
immenso, non puoi certo scagliarti contro. Raggruppa le
tue forze,dagli dentro, strappa
più che puoi,quale tuo compenso.
DISOCCUPATO
Ti giri e rigiri,nel tuo letto, hai un
chiodo fisso,un tormento, cosa ti rode dentro? Rabbia che
trattieni a stento.
Sei disoccupato, lavoro non hai trovato,
quante porte hai bussato? Quante promesse ricevute?
Vorresti solo lavorare, magari a paga
sindacale, trovi soltanto sfruttamento.
Vivi da emarginato, troppe rinunce,
ma tanto tempo da non sapere che farsene, non si
muove passo senza denaro addosso.
te la prendi con lo stato, sei contro
il sindacato che non ti da aiuto.
FENICE
Su questa candida pietra, hai riposto
il tuo nido, dopo tanto svolazzare per selve impenetrabili.
Sventola le ali ora che risiedi su questa
terra ed abbi cura dei tuoi figli, assisti il loro cammino,
alimentane la crescita, sii saggia ed equa.
Guida lo sviluppo circostante, rendi fertile
l’ambiente, di piante aromatiche circondati, d’incenso abbonda.
Tenteranno di farti cadere, vagare a lume
di candela, accattarsi i tuoi figli, da fargli girare le
spalle.
Vorranno il tuo declino, ma dalle ceneri
risorgi sempre a nuova luce, risplende il tuo colore
lungo l’orizzonte cittadino.
I TUOI PASSI
Il viale alberato,copre i riflessi, il
silenzio è rotto dai tuoi passi, cammini distratto,senza
meta, rifletti sereno, sulla tua vita.
Qui,anche se vivi come ti pare, bisogna
pregare qualche altare. È un mondo da scappare, non
puoi lasciarti andare, non è come nelle favole che
puoi uscirtene quando pare a te.
IL GIORNO
Attimi cambiano il corso della vita, portano
tanta angoscia, fanno sprofondare nel tormento. Bare bianche
in fila, sgomento e disperazione nel paese di umili lavoratori,
costretti a piangere sui resti. È il giorno della parata,una
sceneggiata, la caccia al fesso,che toglie le castagne dal
fuoco. È il giorno del pianto, il drammatico evento,
in un sol colpo spazza, fede,speranza e utopia. È
il giorno della sconfitta per chi corre in soccorso nella
speranza di salvare. È il giorno di ricominciare,
si spengono i riflettori bisogna ricostruire, si riparte,da
quelle croci.
LA SPERANZA
Buttato su quel letto, la speranza appesa
al filo, sfuma addosso la tua esistenza, dentro sgomento,sai
che può finire. Sfogli il libro della vita, cerchi
i perché! Tu agnello da sacrificare, devi combattere
un nemico invisibile che ti rode dentro con la sua anima nera.
Intorno hai volti cari, non possono aiutarti, sei tu a giocarti
la vita. Non lasciarti trasportare, remaci contro con forza,
non sottrarti alla lotta nella speranza di dare la svolta.
LAGER
Fumano camini assassini nel gelido freddo
dei campi ombre di uomini,si aggirano trascinandosi lungo
sentieri guidati, nulla ferma la furia brutale colma di
odio razziale. Non v’è, ne tempo ne più lacrime
da versare piuttosto un tozzo di pane per continuare a
vegetare con quel po’ di forze. La ferocia si accanisce
massacrando dignità personali numeri e colori dividono
i prigionieri ma in sostanza,nemici da sterminare. L’orrore
di questi lager persiste negl’occhi di chi rimane, niente
potrà saziare il dolore nemmeno si potrà cancellare
l’immagine di tanta crudeltà.
L’ AMICO
Quando trovi qualcuno che ascolta, per
te non si tira indietro mai, hai trovato un amico, rispettalo
come fosse un fratello. Scopri che ti distende, annulla
le nuvole nel cuore, parlargli è come parlare da se
perché lui sa tutto di te. Un amico,non va tradito,
specie se nel suo esser d’altri, si rispecchia la dolce armonia,
sostieni il suo modo di fare.
LUCI NELLA NOTTE
Quante luci nella notte, quante vite interrotte
perché lo vuole la guerra, per pochi pugni di terra.
Una macchina geniale, una tortura sociale
per diffondere paure, sottomettere creature.
Non puoi farci niente, tarlo nella mente,
non basta gridarlo, bisogna evitarlo.
Conferenze e trattati per morti ammazzati,
profonda riflessione, fermare l’oppressione.
PEDO MAN
Pedo man,pensieri offuscati, insegue sogni
sbagliati, nella testa, tanto mistero, scruta attento mondo
intero, viaggia sicuro in ogni sito cosa cerca si è
capito.
Pedo man,punta i bambini, li trova fragili
e carini, per sviluppare il suo giochino. Pedo man,adesca
le prede, li aggira come meglio crede con giochi di poca
fede.
Pedo man,è malato, ha un imput
sbagliato, peggio è,che viene seguito, nelle azioni
da pervertito.
Pedo man,va fermato, ha bisogno d’esser
curato, da capriccio sbagliato, troppo male ha seminato,
deve essere bloccato.
PROFESSORE
Il conto degli anni passati dietro una scrivania,
di un posto di periferia, sommano il tempo andato via, caro
professore si avvicina la pensione, traguardo meritato, dopo
aver tanto insegnato. Tante facce si sono alternate, nei
banchi della classe, quanti giudizi hai pronunciato, quanti
“uomini” hai formato.
Tu che hai dato numeri a ripetizione,
dimmi il teorema del tuo lavoro, portato avanti con passione,
chiudi il tempo in un’equazione, che da a me il ricordo,
a te la soddisfazione.
Caro professore goditi la pensione, meritata
evasione, dagli obblighi scolastici, ma non staccare la spina,
abbiamo bisogno di una tua capatina.
Per il tuo stile educato, sei da tutti
ben voluto, per come hai insegnato, chiunque ti è
grato.
Il tempo scorre e va, di nessuno ha pietà,
ma certo non fermerà, il ricordo e la stima che lasci
qua.
Non dimenticare comunque sia, questo posto
di periferia, che ti ha visto tanto presente, ti reputa
membro di questa gente.
REGINA
Regina dell’alto dei cieli madre di tutti
i fedeli guida spirituale,esempio d’amore anima immortale,spugna
di dolore. Siamo qui, ai tuoi piedi così,come vedi
madre di infinita bontà abbi di noi pietà.
Tu vivi nel regno perfetto conosci ogni umano difetto infondi
la buona novella illuminaci grande stella.
SARO'
Sarò pioggia, per non farti piangere
da sola, per lavarci questa ferita nuova. sarò vento,
per spazzare via questo errato sentimento. Sarò
fuoco, per bruciare le cattive parole. Sarò ghiaccio,
per conservare quel sorriso stampato sul viso. Sarò
fumo, che disperde nel blu ciò che vorresti cancellare.
Sarò il bicchiere, quando vorrai affogare il dolore.
Sarò luce, che guida il cammino, l’angelo che siede
vicino. Sarò se sarai,vivrò se vorrai.
SE AVESSI
Se avessi un fratello col mio stesso cervello,
che faccia da ombrello ma senza tanti perché. Sarebbe
copia nata da me, vivrebbe,con niente di se. Nel mondo è
arrivato da un sistema studiato, da un passo forzato.
SEI VOLATO VIA
Sei volato via, nel silenzio della sera,
hai rotto in un momento,il legame che c’era. Amavi la vita,la
comunicazione, sei volato via senza una ragione. Sei dovuto
andare,lasciando qui, le cose più care. Neanche
un saluto,con chi hai vissuto.
Chissà se hai capito,che saresti partito,
non saresti tornato,ci avresti lasciato. Ora che sei sparito,perso
nell’infinito, cosa può riempire il vuoto lasciato?
Rimane solo un ricordo muto della vita
che hai vissuto resta solo una preghiera nel silenzio della
sera.
Sei volato via,lasciando una scia, ultima
occasione,per farcene una ragione. Sei volato via, nel silenzio
della sera, lasciando qui il legame che c’èra.
SOLO DI PASSAGGIO
Una stella che svanisce dopo un lungo
viaggio, è un bimbo che nasce si pone nel paesaggio.
Ogni cuore che batte intreccia un destino,
sopra strade fatte v’è il disegno divino.
Siamo solo di passaggio in quest’eterno
viaggio nulla ci terremo solo l’anima avremo.
Non facciamo la corsa a riempire la borsa
alle spalle d’altri, non siamo scaltri.
Quello che abbiamo con noi non portiamo,
lasciamo tutto in successione ai seguaci di questa processione.
SULLA
LINEA
Improvvisa e crudele giunge l’assenza
tra i macchinari, solo sgomento rimane sulla linea per l’irreale
dramma occorsoti. Tu cuore di leone,
hai incassato bene superando le atroci situazioni,
nonostante menomato, i pugni in alto hai alzato sorretto
dall’eterno che ti ha rigenerato riconducendoti al compito
paterno. Felici di saperti tra i tuoi cari che hanno sostenuto
il peso e contribuito alla ripresa. Noi, gioiosi di rivederti
fare capolino tra macchinari ti dimostriamo affetto perché
non sai quanto ci mancavi.
ULTIMO
VIAGGIO
Accendi il motore fratello mio, c’è
l’ultimo viaggio, quello d’addio che ruberà il tempo
alla via, ti nasconderà la sua scia. Quel tuo cuore
malato,oramai è crollato in un attimo tutto si è
dileguato.
Taglia la strada angelo biondo, corri
lontano da questo mondo, oltre la luna,verso un’altra avventura,
guidala ancor li la tua vettura. Abbassa lo sguardo di tanto
in tanto, guida lo spirito di chi è nel pianto,
apri la strada al dolce sorriso affinché non senta il
peso.
Quando sei giunto alla fermata decisiva,
accostati li, presso la riva e aspetta che il sole dia luce
al mattino.
ANSIA
Il fumo d’incenso,invade la stanza ne
sono avvolto abbastanza si divulga con insistenza
la tenace presenza.
Il buio assoluto, mette paura non ne capisco
la figura ho perso il senso e la misura non so trovare la
cura.
Ansia, ansia mi porta via ne sono completamente
in balia non riesco ad averne gestione non c’è più
logica, né ragione.
Il vuoto toglie il respiro i muscoli sono
sotto tiro sono sudato,il cuore mi corre non reagisco,non
mi so opporre.
CHI
Chi controlla i controllori, chi osserva
gli osservatori, chi insegna gli insegnanti, chi dirige
i dirigenti.
Dimmi da chi e in nome di chi, mi dovrò
presentare lunedì, dimmi perché e com’è,
che nessuno dipende da se.
Dimmi quando sarà, che ognuno farà,
quello che gli va, svincolato dalla falsa libertà.
Dimmi da chi mi devo nascondere, chi mi
vuole confondere, dimmi da chi potrò imparare, chi
devo seguire.
Allora chi comanda i comandanti, chi giudica
i giudicanti, chi autorizza l’autorità, a decidere
come gli và.
dimmi dov’è, almeno se c’è,
qualcuno che mi trasporta, perché del carro, sono la
ruota di scorta.
DOMENICA
Domeniche passate a dormire Per il sonno
da smaltire Domeniche dai parenti nel vederti sono contenti.
Domeniche di fede
nei banchi risiede la speranza di chi crede nel Dio che
tutto vede.
Domeniche viaggiate passate in gite guidate
buona domenica in casa del grande fratello con
gli alunni, lui è il bidello.
Domeniche nel pallone li c’èra
un rigore e scoppia la confusione. Domeniche di lavoro
perché il bisogno primario non segue il calendario.
Domeniche d’estate svago e sudate
D’inverno chiusi in casa il freddo non molla la presa.
Che non finisse di brillare giorno speciale
ad altri uguale diverso nel particolare.
VOLA LEGGERA
Vola leggera come una piuma, va su in
alto,oltre la luna, si disperde nello spazio infinito, dove
finisce la logica che abbiamo scolpito. La tua mente vola leggera,
si infrange in una strana atmosfera, fatta di suoni e immagini,
che non conosceva.
ZIO
Zio era tanto buono, non ha fatto male
a nessuno, era molto riservato, da tutti ben voluto
perché offriva il suo aiuto. Lui non badava a se,
aveva sempre altro da fare, non diceva molte parole, bensì
sapeva ascoltare, non era certo un santo però assomigliava
tanto. Zio ci ha lasciati d’improvviso donandoci l’ultimo
sorriso, la gioia di saperlo sereno volteggiare tra le anime
in celo. Eppur mancherà tanto perché è
dura non averlo a fianco, una presenza che scorgevi appena
ma pronto a coprirti la schiena.
IN FRETTA
Meglio che t’affretti, passa tutto come
lampo, brucia via i progetti, non ti dà scampo.
Attimo che cambia la vita, cancella il
passato, ti ritrovi tra le dita, un ricordo sfumato.
Bisogna fare presto che muta la scena,
con un semplice gesto t’infligge la pena.
Recriminare non puoi, sei un piccolo granello
dei sterminati campi suoi. Non avrai che un saluto, una
specie di ben servito, per il tempo vissuto in quel posto
stabilito.
Quelli che t’ebbero vicino, saranno certo
dispiaciuti, ma, si chineranno al destino.
LA MIA TERRA
La mia terra va in rovina, un getto d’acqua
sconfina, viene all’arrembaggio, inondando il paesaggio.
Galleggiano cadaveri, come tanti pesci
liberi, solo fango e distruzione, tanta,tanta disperazione.
Re della speranza dov’eri, si sono allagati
i pensieri; Re dei conforti, contali quei morti; Re
dell’immenso, tutto questo ha un senso ? Re della speranza,
perdona la mia cattiveria, però ne ho abbastanza
dell’ennesima tragedia.
La paura, corre più del vento,
affoga nel drammatico evento, ha stroncato definitivamente
una massa di povera gente.
QUELLA SERA D’INVERNO
In quella sera d’inverno si scagliò
dal suolo l’inferno la terra sotto i piedi ballò
tremarono le case, qualcuna crollò.
La polvere secca, saliva al cielo invase
quel soffocante velo si cercava di fuggire perché
faceva soffrire.
Nei volti regnava lo sgomento dai resti
si alzava il lamento di chi era seppellito sotto avendo
addosso tutto rotto.
Quella furia lasciò dolore e morte
ferite per sempre aperte troppa gente s’è smarrita
lunga la fila, di chi ha perso la vita.
DANZA D'ANIME
Eravamo in tanti, li davanti, a doverti
salutare, a vederti partire, per l’immenso vuoto ove
sei finito.
Con te,viaggia nel vento un legame spento,
un eterno girotondo, una danza d’anime. non c’è
posto al passato viene praticamente cancellato.
Eravamo li davanti, ci vedevi tutti quanti,
atmosfera di sgomento, distrutti dall’evento.
Ne eri attratto pur senza contatto,
legame oramai spezzato lascia un vuoto che il ricordo non
può colmare.
Ognuno ha la sua storia, per ognuno c’è
una stella affinché scocca la scintilla e ti porta
nell’immensa stanza dove è aperta la danza, una danza
d’anime.
GIROTONDO DELLA VITA
Danzano nel girotondo della vita donne
colorate di splendori. Mano nella mano intrecciano le dita
si scambiano le sensazioni, si confidano gli amori giocano a
pettegolare, hanno molto da dire.
Bianca,della vita è stanca infilata
nel suo vivere da mamma c’è sempre un tassello che gli
manca scusa buona per starsene in capanna. Rosa s’impiccia
d’ogni cosa lei è cosi,un po’ curiosa ha bisogno
di sapere, intorno cosa succede gli piace veder come procede
come un gioco d’altalene crede anche se non vede.
A Viola,non piace starsene da sola una
famiglia tutta sua non la vuole non è pronta, per caricarsi
di questo peso. Gli piace girare per locali a caccia di
nuovi amori da consumare per poi, riaprire il cuore. Chiara,va
avanti per la sua strada non gli va, d’esser disturbata
di carattere è piuttosto chiusa permalosa, ma decisa.
Gli frega poco d’ogni cosa lei crede solo in ciò che
fa si sente incompresa, questa la verità.
Celeste, sempre pronta a far feste ama
la vita, la vive con gioia infinita prende tutto così
come viene il broncio di certo, non tiene ha parole dolci
per tutti sia buoni che farabutti. Azzurra, è legata
alla sua terra ama la tradizione, collezionare cose vecchie
la sua passione. È molto precisa, vuole tutto al proprio
posto è donna di buon gusto. Odia la guerra, le armi
e dittatori ama le lotte sociali, perché dice che siam
tutti uguali.
danzano nel girotondo della vita, queste donne
ognuna è così com’è, però è bello
vederle insieme è vita che si trattiene tra le mura di
questo cantiere.
LA SORTE
Fatale destino, chissà trovarti
nella tragedia sei capitato, lì sulla strada nel
momento e posto sbagliato. La cruda dama nera ha saziato
la sua fame quando la lama ha tagliato quel cordone, linfa
di vita spazzandoti come polvere. Non sapremo mai cosa
hai provato nel momento dell’addio cosa avresti desiderato
nell’ultima volontà. Sulla faccia inerme si nasconde
il dolore per ciò che non avresti voluto lasciare.
SBAGLIATO
La mia vita un continuo sbagliare,
come si gestisce questa palla che salta fammi capire
senza sbagliare.
DISAGIO
Euro o lira, qui la cinghia si tira,
occhio, bisogna stare attenti, in troppi viviamo di stenti.
Di chi la colpa, non sappiamo, con lo stipendio non ci arriviamo,
dobbiamo fare i salti mortali, sperando che non ci si ammali.
Siamo sprofondati nel fosso con i conti sempre in rosso,
risollevarci è una speranza, in un mare di noncuranza,
veniamo perfino umiliati da giudizi consigliati. Sono condizioni
di disagio, acrobazie per un dosaggio, intanto siamo bombardati
da acuisti agevolati, come se non avessero capito che il
portafoglio s’è smarrito. Il coltello ha ritagliato la
fetta di chi vive in condizione perfetta, a tanti di loro,
poco importa se è avariata l’altra parte della torta,
preferiscono fare giochi di guerra, liberare popoli d’altra
terra, tanto stiamo bene in queste condizioni, perché
sappiamo vivere d’illusioni.
E NON FARMI LA PREDICA
E non farmi la predica dammi un po’ d’appoggio
per averne del coraggio nel affrontare la vita.
E non farmi la predica mi serve solo che
mi apprezzi rimetto insieme tutti i pezzi che ho perso nella
vita.
E se mi aiuterai, nei valori veri sulle
cose che sai e sui miei pensieri pian piano potrò, riuscire
a ricominciare E forse vedrò, risplendere e camminare.
Ma non farmi la predica io so che ho fatto
dei passi sbagliati E speriamo che siano terminati con la
tua predica.
E se dimenticherai, i sbagli e le mosse
fatte nel mio inverno, fai come non fosse e se si potrà,
riaprire il cuore se ogni sbaglio sarà, nel dimenticatoio.
se mi serve la predica da rendere chiara
questa vita e ritorno al mondo, con forza viva ti ringrazio,
mi è servita.
ESPLOSIONE D’AMORE
Cuori appiccicati davanti un portone,
trasmettono tutta la passione, quasi a fondersi in unica vita,
corpi di equivalente valore.
Esplosione d’amore, volersi attaccare,
sentirsi desiderare, sapersi donare. È sublime piacere
potersi incontrare, perdersi nell’immensa sensazione che da,
questa sincronia di pulsazione.
Dividi con me, questi giorni di piena,
naviga con me, spiega le vele, al vento impetuoso del desiderio.
Gustiamo il succo di calici, colmi di linfa passionale,
sciogliamo le redini ai pensieri, lasciamoli andare dove porta
il cuore, ubriachiamoli delle nostre sensazioni.
Cavalca con me, quest’onda libera, proiettata
da segnali dell’anima. Ascolta il suono sottile, che come
calamita, ci attrae. Chiudi gli occhi, abbandonati, al profumo
soave, che questi corpi sprigionano, ogni qualvolta si incontrano.
Il ritrovo
Con le nostre facce stanche rieccoci qui
raccontarci le emozioni riflettere, un bicchiere vuoto in
mano ci ritroviamo si diffonde nelle parole senso profondo.
Tante sigarette si analizza quello che accade valutiamo
i cambiamenti rifugiandoci nel passato E stiamo bene così
con le nostre canzoni non moriranno mai nei nostri
ritrovi.
Alberto Castagna
Quando un amico va via, ci si aggrappa
alla scia, impressa è l’espressione come un fermo
immagine, ognuno ne ricama del suo per ricostruire il mosaico
dell’immagine esistenziale. È uno strano amore, non
dei sentimenti, ma relazioni sociali, una strana vita consuma
l’estro di viandante, ritagliandone l’immensità.
Dondola nell’abbraccio fragile “Gli avrei voluto dire”,
rimane accesa la fiamma, arde ancora legna, penetrano le
radici del Castagna a riscaldare l’atmosfera. Certe stelle
non cadono, sospese ti guardano e il tempo non basta mai
per parlare di lui.
Santo padre
L’uomo vestito di bianco, armato di spirito
santo, trascina quel corpo stanco. Nulla gli è oscuro,
si imbatte ovunque infrangendo ogni muro. Ha subito tanti
dispiaceri, inflessibile però,segue il cammino, per
lui sono doveri per sentirti vicino. L’angelo bianco ha
preso il volo, per quell’ultimo viaggio da affrontare da
solo. Accogli o padre, il figlio fedele, che ha sorretto
la tua croce addossandosi un male crudele. Abbraccialo,
tienilo stretto, è stato così buono, si porta
il nostro affetto.
CERCO
Cerco protezione ai piedi d’un altare,
mi distoglie l’attenzione il caos ambientale.
Cerco una legge uguale per tutti,
trovo solo distinzioni e trucchi.
Cerco un po’ di sole,per riscaldare l’anima,
dall’indifferenza o dallo sguardo che t’esamina.
Cerco l’amore nei tuoi occhi ,bella mia,
trovo inquietudine e voglia d’andar via.
Cerco per la strada un po’ di compagnia,
sono solo sassi, a spianarmi la via.
Cerco nelle pieghe della mente
un risvolto interessante
che renda i sogni, un faro illuminante.
DAVANTI AL FUOCO
Arde la legna dentro il camino,
posto in un angolo della cucina,
seduta davanti,una nonnina,
avvolta nella sua mantellina,
passa i giorni serenamente,
tra quello che vede
e ciò che ritorna in mente.
Parla emozionata,la nonnina,
di quando lei era bambina,
allora bastava poco,per essere felice,
perché niente si aveva,in quella miseria.
Ora si vede frastornata,pure disgustata;
per lo spreco,per il ritmo frenetico,
per i valori che si perdono.
Dolce nonnina, stanca di fatica,
riposa i tuoi pensieri,al fuoco del camino,
goditi i giorni con chi ti è vicino,
figli dei tuoi sudori,
fiori sbocciati da lacrime di dolore,
cresciuti e sostenuti con intenso lavoro.
Direttore
Cosa hai trovato direttore
prendendo in mano la situazione,
una barca senza timone
con tanta corruzione.
Uno stato d’abbandono
e tanto malumore,
c’è abuso di potere
a discapito del lavoratore.
Metti ordine direttore,
non è ancor tardi,
prima che vada in fumo
e si sprechino i miliardi.
Impartisci disciplina
e verifica ogni cosa,
sono tanti colletti bianchi
da mettere fuori rosa.
Ad ognun la sua mansione,
ognuno deve campare,
però in questa barca
tutti devono remare.
Buon lavoro direttore,
gran fatica t’aspetta,
vogliamo essere dipendenti
d’azienda che si rispetta.
NUOVA SPECIE
Si alza alla luce,
una nuova specie
protesa ad alleviare
quel disagio diffuso
che invade l’ambiente
e colpisce come fendente
sempre più gente.
Una voce che parla per te,
un muro che s’erge
a difendere la povertà
dalle griffe del potere.
Un ancora di speranza
nel mare dell’abbandono,
un rifugio sicuro
per la solidarietà.
È gente di nuova specie
di rispetto umano
quella che protrae la mano
al segno del bisogno.
- Caporale
-
- Da ragazzo lo ricordo appoggiato al balcone,
- asciugava i lunghi capelli al sole, ci
passava ore,
- nella testa gli rotolava un pallone
- perché era tanta la passione.
-
- Atteggiamenti da duro,
- ma con un cuore di burro,
- lo visto sempre in prima fila,
- gioire e soffrire, per un ideale,
- lo ricordo spalare neve,
- tra le vie del paese, seguito,
- da un branco di cani fedeli.
-
- Caporale, mi viene in mente,
- la morte del mio parente,
- a te coetaneo, dicesti :
- “mi devo preoccupare!”
-
- Vedi come è andata a finire!
-
- Gegè, il becchino,
- ha trovato posto nel terreno,
- da tanti anni accudito.
-
- Ci lasci troppo presto,
- hai un compito in un altro posto.
-
-
- 50 candele
-
- Il tempo non ha scalfito
- quel tuo viso pulito,
- traspare la bellezza d’animo
- d’un carattere dolcissimo.
- Eri solo ieri, unita alle sorelle,
- progettare il futuro sotto le stelle,
- non è poi tanto,
- che hai ascoltato il primo pianto
- quello che ti ha resa madre
- da seguirne poi le strade.
- 50 candele illuminano la scena,
- brillano sulla vita tua, FILOMENA,
- mostrali tutti senza paura,
- la libertà di spirito,non si misura.
- Tieniti stretta gli affetti,
- assisti futuri progetti,
- c’è tanta strada da fare
- tante emozioni da provare.
- Goditi ora questi momenti
- con tutti i parenti presenti,
- festeggia di gioia piena,
- tantissimi auguri, FILOMENA.
-
-
- FRATELLO
-
- Fratello che vivi di note,
- giri le piazze vendendo bottiglie vuote,
- viaggi a bordo d’un cuore
- che mastica chilometri di parole.
- Dammi stasera la tua ricetta,
- da coltivare la vita che m’aspetta,
- dammi questa sera, l’illusione
- di vivere bene, in questa prigione.
-
- Fratello che giri nel mondo,
- hai dentro, un bene profondo,
- colpisci la mente delle tue prede,
- aprigli gl’occhi, affinché ci crede.
- Tu metti tutti d’accordo,
- perché ti basta uno sguardo,
- scavi nell’animo delle persone,
- da farne uscire, la parte migliore.
-
- Fratello cantautore,
- spiraglio di sole, in questa prigione,
- dicci quelle parole buone,
- da farci stare bene,
- che bello poterti toccare,
- fare tardi a dialogare,
- un pensiero non si può cancellare,
- quando è l’anima a farlo volare,
- un fratello non si può rinnegare,
- quando il cuore lo vuole accudire.
-
- Fratello del cuore,
- rinnovaci con le tue parole,
- portaci in giro nel mondo,
- come cimeli del tuo girotondo.
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