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La pagina
di Demo Martelli
- Demo Martelli è nato a Tatti - Massa Marittima -
(GR).
- Poi si trasferisce a Torino dove studia musica, si diploma
geometra, ed entra a pieno titolo nel campo industriale.
- Negli anni ottanta, dopo una riflessione esistenziale, va a
fare l'albergatore ad Alassio e vive gli anni più belli della sua vita,
sfruttando anche l'ispirazione del mare.
- Adesso abita a San Lorenzo al Mare, un angolo di paradiso
della Liguria, per dedicarsi ancor più alla poesia.
CINQUE SONO LE OPERE PUBBLICATE.
MOLTE LE ANTOLOGIE CHE RIPORTANO
LE SUE POESIE.
- DIVERSI I RICONOSCIMENTI ARTISTICI NEI VARI CONCORSI.
- PESCATORI
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- Gli spruzzi di mare
- cromati dai lampi
- stemperano il buio
- sotto gli occhi
- bruciati dalla salsedine.
- I solchi di rughe
- sulla fronte che suda
- scavano dentro l’identità
- per portare a termine la sfida
- nella vuota prospettiva del mondo
- sopra i profili tremuli di luce
- dove i sogni, oltre gli uccelli,
- si vestono di evidenza silenziosa.
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- COSCIENZA SVESTITA
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- Il movimento morbido del mare
- allunga una carezza sugli scogli
- inanimati, nella notte autoritaria.
- La schiena nera della cozza
- si apre, e il granchio
- va di sguincio nella gioia.
- Io impalato, mani in tasca,
- capelli dentro agli occhi,
- coscienza svestita,
- apro le tende del futuro
- per raccogliere
- tra la tinta unita del buio
- le stelle senza nome.
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- LO SCORPIONE
-
- Dentro di me sento qualcosa
- che non mi fa sorridere
- che non mi fa cantare
- che non mi fa dormire.
- Ho visto vecchie donne sedute serene
- con lo stomaco vuoto
- per non aver più mangiato.
- Ho visto giovani donne correre impazzite
- per regalare pesci crudi agli amici.
- Ho visto uomini parlare a bocca chiusa
- per rimanere leggeri.
- Ho mangiato limoni acerbi
- per vomitare lo scorpione
- che cammina su e giù nel mio io
- con zoccoli da pastore
- e mazzolini di marruche.
- Ma sono cadute soltanto gocce
- di umida tristezza.
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- ODORE DI ESISTENZA
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- Torna ancora nel verde rampicante
- a una pagina lucida di cielo
- dove l’ardore ingloba ogni confine
- senza grumi, o rammendi di memoria.
- Col rosso trasparente nel viola
- brucia gli sterpi, elastici induriti:
- siepe che chiude ai giochi, ai complimenti,
- agli sguardi, sapori, …godimenti.
- Torna ancora, odore di esistenza,
- a versare nel corpo tanta linfa
- e mordere la vita con irruenza:
- per un anno, un mese, un giorno…E quando
- quella forza di fiume ormai si slabbra
- nella snervata chiusa della foce,
- un colpo d’ala, repentino, copra,
- col soffice piumino della terra.
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- SENTIRTI VERA
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- In quella sua camicia d’alta moda
- più che al corpo aderiva all’ambizione
- per mostrarsi importante ed appagata
- nei salotti e le strade di città.
- Al tempo della spiaggia o della neve
- confusa tra i mortali ben viventi,
- nuda, come quel tronco scortecciato
- che il mare sbatte fra la schiuma e scogli,
- mordi con forza, altrimenti incompiuto,
- il gesto definito dal respiro.
- E per sentirti vera ti rileghi
- i frammenti, di quelle notti lunghe,
- per ridare un’immagine alla storia.
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- GELOSIE DI AGOSTO
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- La risacca della luna
- cancella le gelosie di agosto
- sulla pergamena di sabbia.
- Ma in cielo qualcosa si rifugia
- in volo, e si espande incomposto
- dietro il lenzuolo di nubi:
- È lo strascico del lampo
- che illumina il ricordo.
- È la giunzione meno logora
- del dubbio, tra carne e desiderio.
- È qualcosa…che ti ritorna dentro
- anche se al momento sembrò
- insignificante.
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