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Pensieri & Parole |
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Sono Solo Considerazioni |
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La
pagina di Cesare
La vita è ricca di
poesia da sperimentare e da condividere, nonostante tutto.
PERCEZIONI
Puoi percepire
le pagine senza tempo attraverso le pagine quotidiane
Puoi penetrare ricchi eventi
simbolici in rilievo sul tessuto del nudo accadere Non importa quando, come e dove; il vento dell'eternità soffia sempre QUI ed ORA FIACCOLA La fiaccola su cui avevo scritto il tuo nome sembra spenta da tempo. Chissà che stai pensando tu e che cosa stai facendo lì... Io sto cercando di rifarmi un volto che mi assomigli di più. Nelle mie tasche vuote c'è sempre una manciata d'INFINITO. STASI Nei periodi di stasi, quando ogni stella sembra persa nel passato, quasi rimpianto di estasi sfumate, mi ritrovo alla ricerca di granelli d'intuizione come una nota stonata che, perso il ritmo e l'armonia rincorre la tonalità sulla tastiera della vita e partecipa cosciente all'opera che mani invisibili suonano magistralmente. UNA BOCCATA D'ETERNITA' Dalla finestra che da verso il castello, osservo le piante mentre sospiro e godo questa brezza serale. Lassù nel cielo, in mezzo ad un nitido blu, c'è un'unica stella che brilla e tutto intorno è silenzio. Percepisco ed emano armonia, che dà ad ogni cosa vista, toccata, sentita o pensata, un che di meraviglioso. Poi, come spesso accade, nasce ed urge il desiderio di condividere tutto questo. ---- Vorrei che anche tu, chiunque tu sia, avessi i tuoi momenti d'eternità e se gia li hai, che possano crescere e diffondersi, fino a conoscere e comprendere in te, sempre più, l'Essere Supremo. ORGOGLIO Quante volte abbiamo calcato le scene di questo teatro chiamato Terra, lo sai. ed in fondo abbiamo sempre cercato di trovare la giusta via, una strada che ci riportasse alla sorgente. E così ognuno con la sua storia individuale ed i suoi sogni custoditi nella memoria ci siamo ritrovati proprio qui! La via è stata riconosciuta, alfine. Ora va solamente percorsa fino in fondo; e aldilà delle apparenze a volte dure, al di la dei contrasti e delle differenze, siamo ancora uniti sotto la stessa bandiera! Nel lontano futuro alcuni di noi ritorneranno per continuare il lavoro, altri invece non saranno più qui. Ma altrove nell'universo o sul pianeta, un giorno, dando un'occhiata indietro, sarà bello poter dire con orgoglio: anch'io ero là! IL VECCHIO E LA DONNA E' mattina. Un
vecchio esce dalla sua casa in collina. C'è un bel sole fuori,
stranamente caldo per essere in gennaio. In lontananza si scorgono
le cime innevate delle montagne; sono uno spettacolo a vedersi.
Il vecchio osserva l'orizzonte luminoso, respira profondamente,
si da una stiracchiata alle membra intorpidite. Sorride, tocca quel
suo corpo ancora in buona forma considerata l'età, tocca
i muri, batte i piedi per terra.... "Sono ancora da queste
parti..." mormora tra sé. Scosta la sedia posta all'ingresso
di casa, vi adagia il corpo e soddisfatto ammira ancora il paesaggio
compiacendosi del fatto che era proprio ciò che avrebbe voluto:
passare gli ultimi anni della sua vita in un posto in collina, non
lontano dai monti veri. Da qualche tempo non aspetta più
la morte che da un momento all'altro dovrebbe venirlo a trovare.
Non voleva esser colto di sorpresa da essa, ma ora non è
più preoccupato a riguardo. E' infatti cambiato qualcosa
in lui; sente che la morte accadrà poco dopo che avrà
deciso di andarsene lui, dal corpo, non prima. Non sa spiegarlo
questo, ma per lui è una certezza. Negli ultimi giorni il
confine, già sottile per lui, tra il mondo reale condiviso
da tutti e quello strutturato su altre realtà, si era assottigliato
ancor più, fino a livelli tali per cui i sogni, la notte,
erano qualcosa di differente dagli eventi del giorno solo per una
mera questione di punto di vista...! Si, proprio così! egli
ridacchia divertito al pensiero, si liscia la barba grigia, si alza
e, preso il bastone, decide di scendere giù in paese per
scambiare quattro chiacchiere. Vuole cercare di mantenere quell'equilibrio
tra vita interiore ed esteriore da sempre ricercato ed oramai diventato
suo. Beh, certo che una volta avrebbe fatto volentieri un bel giro
per il mondo, ma si considera soddisfatto di quanto già fatto.
Non aveva girato moltissimo, ma il naso fuori dall'Italia l'aveva
messo quanto basta. II rumore dei passi sui ciotoli e terriccio
del pendio lo accompagnano verso le prime case del paese proprio
lì a pochi passi. C'è molta calma tutt'intorno nonostante
la città non sia molto distante dal paese. Ed in questa atmosfera
l'attenzione gli va su una strana sensazione al cuore, una sorta
di leggera ansia, una sensazione provata più volte in passato
quando stava per accadere qualcosa di importante. Scrupoloso com'era
riguardo ai fenomeni interni ed esterni, ne prende atto senza disperdersi
sull'indovinare cosa sarebbe accaduto in seguito.
Ecco lì
la locanda "II triangolo d'oro"! Era una vecchia osteria
una volta, ora trasformata in una specie di pub per quasi-astemi
semivegetariani, un bel posticino davvero dove si incontrano spesso
artisti e gente in cerca di sé stessa, ma anche gente comune
(ammesso che esista una tale categoria...) All'ingresso pende un
grande cerchio di legno d'abete con incìso sopra un bel triangolo
d'oro e nient'altro. I gestori sono ragazzi in gamba, gente che
crede nella vita, come qualcosa che valga la pena di vivere, come
un'occasione per imparare lezioni sempre nuove nella scuola della
Sapienza. Per questo hanno scelto quel simbolo per la loro locanda.
Gli era sembrato abbastanza ispirante e comune a varie culture e
religioni, a movimenti spiritualisti ed artistici.
Il nostro vecchio
sale i quattro gradini anch'essi di legno ed entra nel locale. All'interno
ci sono poche persone. Naturalmente non c'è fumo e nemmeno
alcolici. Sui tavoli c'è solo un cartoncino elegantemente
rifinito con scritti cibi e bevande forniti dalla casa. In un angolo
c'è anche una piccola biblioteca dove si possono trovare
buoni libri. Notato un tavolo libero proprio all'angolo opposto
cella libreria, il vecchio si siede dopo aver salutato cordialmente
i presenti. Ordina una birra (analcolica ovviamente) e guarda intorno
a sé come a cercare un punto d'appoggio per una qualsiasi
invenzione di pezzo d'esistenza improvvisato. E proprio in quel
momento il suo sguardo si posa su una donna sulla quarantina, vestita
sobriamente ma a suo modo elegante, il corpo magro ma ben disposto
nelle proporzioni. Ha un certo fascino, indubbiamente. Oh, erano
di sicuro ormai passati i tempi delle conquiste e dei bisogni della
carne, per quanto conditi con un bel pò di intellettualità
e di sottofondo spirituale, e per lui la donna era pur sempre un
essere in presenza, del quale succedono cose che non possono accadere
tra uomini. Ecco perchè, lì adesso, lui si sente portato
ad avvicinarla, a scambiare qualche parola e qualche particcella
non ben definita di energia. Così, prima che lo spettro dell'indecisione
possa subentrare, egli o già in piedi e si dirire al tavolo
di lei, si siede chiedendo se non disturbi e, ottenuta accondiscendenza
comincia a parlare, cosi, solite cose che si dicono in queste occasioni.
"Mi chiamo Eric, vivo qua da qualche tempo, in una casetta
sulla collina qua fuori. Mi dedico per lo più a scrivere
racconti e poesie...e lei?" "Mi chiamo Ester e vengo dalla
città, sono assistente in una clinica di terapie chiropratiche.
Mi piace questo posto e, passando ho voluto fermarmi..." Entrambi
sono colti di sorpresa da una strana ma in un certo senso familiare
sensazione di leggerezza, di pace e di contentezza. Infatti rimangono
per qualche attimo a guardarsi, un poco stupiti ed al contempo compiaciuti.
C'è una particolare affinità tra loro, qualcosa di
indefinibile... "Si certo, vecchio barbone, non fare lo gnorri
che lo sai come vanno queste cose, solo che ormai sei troppo vecchio..."
Eric, percependo tra sé queste parole, sorride e le rinnega
come sue. La sua onestà fondamentale gli fa percepire solo
l'attualità unica di quanto sta succedendo. Ester invece
non si chiede nulla, è lì che vive questo momento,
pienamente e con partecipazione. Sorridono. Ma è evidente
l'impaccio provocato da questo itenso susseguirsi di armoniosità
. Gli occhi verdi di lei, lo sguardo profondo, i tratti del volto
combinati in una simmetria quasi perfetta, lasciano trasparire un'impronta
di fermezza. Eppure la voce calda, dai toni medi ma corposi, esprime
una notevole dolcezza e sensibilità. Lo affascina questo
vecchio, sente che ha qualcosa in comune con lui, ma non sa cosa.
E le parole che ora riprendono a scorrere tra loro viaggiano ad
una velocità molto più lenta di quanto entrambi riescono
in effetti a trasmettersi. Ad un certo punto Eric, con lo stesso
entusiasmo di un bambino (non necessariamente a causa dell'età
con le sue possibili regressioni verso l'infanzia), esordisce così
: "Ehi,non è stupendo io e te qui!?" E lei: "Si,
hai proprio ragione". Non si son neanche accorti che si stanno
dando del tu. E' tutto così naturale...! Ma il bello deve
ancora venire,
Che cos'è questa strana sensazione erotica e spirituale insieme
che sta prendendo sempre più forma? Entrambi se ne sono accorti
e, tra una parola ed un silenzio cercano di capire... E' come se
una forza pazzesca li stesse proiettando l'uno nell'altro, una specie
di movimento respiratorio dell'anima, un entrare ed uscire, sentirsi
un'unica entità extracorporea eppure senza perdere la propria
consapevolezza di individui.... (E cos'è? Un'esaltazione
dell'amor platonico o la scopata del futuro? - si chiederà
magari qualcuno — Beh, non lo so. E' quello che... è!!!)
Comunque, sarà perché lui è troppo vecchio
e la passione carnale non lo coinvolge più, sarà perché
lei è sposata con figli e, ad ogni modo, il corpò
dell'uomo lì con lei è ormai non attraente da un punto
di vista squisitamente carnale, fatto sta che i due stanno sperimentando
questa esperienza forse nel migliore dei modi... per quello che
sembra: una intensa passione mai provata in precedenza! Il tempo
sta passando, ma per loro non esiste. Rimangono a lungo ad osservarsi
quasi fluendo attraverso gli occhi. Da fuori qualcuno direbbe che
sono cotti, come due pere oppure "fatti" di quello buono.
Beh, ognuno percepisce quel che percepisce e vece quel che vede,
purtroppo raramente percepisce e vede quello che è e basta.
Il sole filtra dalle finestre della locanda e disegna degli interessanti
giochi di luci ed ombre, il brusio dei presenti fa da sfondo e si
mescola con la musica emessa attraverso le quattro casse acustiche...
ma in quella parte di spazio dove stanno i nostri due protagonisti
è come se ci fosse un'altra dimensione, un diverso spazio—tempo,
Ed ora, quest'intenso abbraccio di due spiriti, costellato di sottili
ma penetranti momenti orgasmici, raggiunto un suo culmine, comincia
a defluire, come l'acqua che, dopo averla dolcemente lambita, lascia
la superficie della spiaggia. I due discendono verso una dimensione
più ordinaria, materiale. Se ne rendono conto e, prima che
le sensazioni di una perdita del paradiso subentrino, ritornano
a parlarsi un poco.
Atterraggio perfettamente
riuscito!!! La realtà, così grossolana rispetto a
quella da poco vissuta, appare solo un continuum, come se dalla
veranda di casa, si rientrasse in sala. E tutto questo grazie ad
una volontà di sperimeritare, comprendere, ma soprattutto
di non fermarsi mai, di non mollare mai! Anche se il paradiso sembra
perduto e la realtà quotidiana troppo dura e spigolosa, falsa
ed insipidamente normale. Starebbero lì in eterno loro due,
ma la bellezza del vivere è nello scorrere degli eventi,
da una scena all'altra della commedia esistenziale. Così
Eric si alza ora, si dirige verso la cassa per pagare il conto,
ma è evidente quanto sia ancora rapito in qualcosa di immateriale.
Incespica nella gamba di un tavolo, gli cade il portafoglio che
raccoglie, e senza scomporsi, paga. Prende sottobraccio Ester ed
insieme si dirigono verso l'uscita. Lì fuori si guardano
un attimo e poi si abbracciano forte, senza trattenere la commozione
che li sta pervadendo entrambi. "Grazie Ester di essere venuta
qui oggi. Non sai quanto ho cercato in questa mia vita questo incontro.
Esso rappresenta per me molte cose che non potrei in poche parole
esprimere, ma sappi che ti aspettavo. A lungo ti avevo cercata ma
in nessuna delle donne amate ti avevo trovata. E non è con
tristezza che ora ti lascio, anzi. Sono incredibilmente felice e
sereno. Ora c'è un tassello nel puzzle della mia storia che
mancava, ed il quadro è completo. Buona fortuna Ester, arrivederci!"
Ed avrebbe aggiunto anche "amore", se non fosse che gli
si stava sciogliendo dentro, fin troppo esplicito per venir detto
a parole. Ed anche Ester esprime la sua gioia per l'avvenimento:
"Tutto quanto hai detto sono le parole che io ho detto insieme
a te e che solamente la tua bocca ha espresso per noi. Non so perchè
sia successo solamente ora e perché non in passato o in un'altra
vita e, del resto non è la prima volta che i nostri destini
si incrociano vero?" Eric annuisce, sicuro di quanto lei dice.
Poi Ester prosegue: "Beh, Eric, amico mio... buona fortuna
anche a te ed arrivederci. Ci ritroveremo, dove e quando vorremo,
non so in quale posto dell'universo, se desidereremo ancora stimolarci
a vicenda nel gioco della coppia, che è un mezzo per rivelarci
divini, nella nostra essenziale natura" — E si lasciano così,
senza nient'altro. Lei si dirige verso
la macchina, sale,
mette in moto e va verso casa, dove un manito e due figli, ai quali
vuole bene, l'aspettano. Eric, con il suo bastone, ritorna verso
la collina. Mentre sale si guarda attorno. E' già pomeriggio,
il sole è alto. E' tranquillo, sereno e... completo.
Quest'incontro
lo ha reso perfetto secondo una geometria spirituale a lui nota.
E nel fare un passo dopo l'altro non si accorge di qualcosa di strano.
Si sente ancor più leggero, ma continua. Poi, di colpo, si
rende conto!!! Guarda sorridendo quel suo vecchio corpo lì
steso sul pendio, lo saluta e lo ringrazia per il servizio che gli
ha reso in questo viaggio.
E sale verso
l'alto... che bello il panorama da lì!.....
primavera 1993 Scrivi
le tue considerazioni all'autore.
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