Pensieri & Parole

Sono Solo Considerazioni

La pagina di Cesare
 
    La vita è ricca di poesia da sperimentare e da condividere, nonostante tutto.
 
NOI
 
Noi,
Punti di consapevolezza
Dell'INFINITO.
Creatori e distruttori
Di universi dell'istante.
 
IERI - OGGI - DOMANI
 
Domani può essere
Sempre migliore d'ieri
Se solo vogliamo creare, ORA!
Altrimenti, ieri sarà inimitabile
E l'ombra del rimpianto
La paura del domani
Occuperanno l'adesso
E non ci sarà più spazio
Per nuove creazioni.
Domani può essere
Sempre migliore d'ieri.
 
FORTUNA
 
Posso ancora provare
Poesia nel cuore
Gioire dell'amicizia
Stupirmi dell'amore.
 
MARIELLA
 
Due occhi come perle chiare
Sorridi con quella tua dolcezza
Mentre fluisci nella vita
Dietro quel tuo fare simpatico
E senti la voglia di vivere
Che affiora dal tuo universo
Lasciato troppo tempo nel cassetto!
Riprendi la poesia sospesa
Scrivila su di un aquilone
E che voli alta nel cielo...
Qualcuno la leggerà e vedrai
Sarà felice grazie a te.
 
NOVEMBRE
 
Sole caldo di Novembre
Le foglie umide di rugiada
Brillano ancora sui rami.
 
IL QUADRO VIVENTE
 
Danza la donna dai lunghi capelli
Volteggia sospesa sulla scena del giorno
E dipinge così il suo quadro vivente
L'armonia di ogni suo movimento
É una pennellata nel vento dell'alba
 
Lì in parte il suonatore di tamburi
Raccoglie quel invito all'istante
Nuovi colori prendono forma tra loro
Ed un agile ritmo scaturisce dal nulla
 
Ogni battuta suonata è un cuore forte
Che pulsa in quel quadro vivente
Ogni movimento di danza è un lampo
Che accende la vita in quel cuore.
 
RIDERE
 
Che cos'è un'esistenza
Terrena
Se non qualche scena
Lampeggiante
Sullo schermo del nostro
INFINITO!
 
SERA
 
La pioggia si butta giù
I ciuffi d'erba scintillano
Alla luce dei lampioni
I passi entrano nella terra
La pelle della pozzanghera
Trema un po' per il freddo.
 
AMICIZIA
 
Non c'è nessuna ragione
Per mantenere in eterno
Un'amicizia
Non c'è nessuna ragione
Per distruggere per sempre
Un'amicizia
 
GOCCE
 
Gocce di fresca
E limpida sorgente
Affido al vento
Perché a TE le porti.
 
MUSA
 
Pensarti
É sempre una gioia
Che nasce
E vola libera
Lontano
 
PERCEZIONI
 
Percepire l'istante senza tempo
Attraverso le pagina quotidiane
Penetrare ricchi eventi simbolici
In rilievo sul tessuto
Del nudo e semplice accadere.
 
SPAZIO
 
Ah, questo illimitato spazio
Nel quale s'inventano
Storie da condividere
Nel quale partecipare
A storie inventate
Da altri.
 
ESSERE O DIVENIRE
 
Riemerge
Dal divenire
Meravigliosa
Impalpabile
La consistenza
Dell'ESSERE.
 
PERCEZIONI
 
Puoi percepire le pagine senza tempo attraverso le pagine quotidiane
Puoi penetrare ricchi eventi simbolici
in rilievo sul tessuto del nudo accadere
Non importa quando, come e dove;
il vento dell'eternità soffia sempre
QUI ed ORA
 
FIACCOLA
 
La fiaccola su cui avevo
scritto il tuo nome
sembra spenta da tempo.
Chissà che stai pensando tu
e che cosa stai facendo lì...
Io sto cercando
di rifarmi un volto
che mi assomigli di più.
Nelle mie tasche vuote
c'è sempre una manciata d'INFINITO.

STASI
 
Nei periodi di stasi,
quando ogni stella
sembra persa nel passato,
quasi rimpianto
di estasi sfumate,
mi ritrovo alla ricerca
di granelli d'intuizione
come una nota stonata che,
perso il ritmo e l'armonia
rincorre la tonalità
sulla tastiera della vita
e partecipa cosciente
all'opera che mani invisibili
suonano magistralmente.
 
 
UNA BOCCATA D'ETERNITA'
 
Dalla finestra che da verso il castello,
osservo le piante mentre sospiro
e godo questa brezza serale.
Lassù nel cielo, in mezzo ad un nitido blu,
c'è un'unica stella che brilla
e tutto intorno è silenzio.
Percepisco ed emano armonia,
che dà ad ogni cosa vista, toccata,
sentita o pensata, un che di meraviglioso.
Poi, come spesso accade,
nasce ed urge il desiderio
di condividere tutto questo. ----
 
Vorrei che anche tu, chiunque tu sia,
avessi i tuoi momenti d'eternità
e se gia li hai, che possano crescere
e diffondersi, fino a conoscere e
comprendere in te, sempre più,
l'Essere Supremo.
 
 
ORGOGLIO
 
Quante volte abbiamo calcato le scene
di questo teatro chiamato Terra, lo sai.
ed in fondo abbiamo sempre cercato
di trovare la giusta via, una strada
che ci riportasse alla sorgente.
E così ognuno con la sua storia individuale
ed i suoi sogni custoditi nella memoria
ci siamo ritrovati proprio qui!
La via è stata riconosciuta, alfine.
Ora va solamente percorsa fino in fondo;
e aldilà delle apparenze a volte dure,
al di la dei contrasti e delle differenze,
siamo ancora uniti sotto la stessa bandiera!
Nel lontano futuro alcuni di noi
ritorneranno per continuare il lavoro,
altri invece non saranno più qui.
Ma altrove nell'universo o sul pianeta,
un giorno, dando un'occhiata indietro,
sarà bello poter dire con orgoglio:
anch'io ero là!
 
 IL VECCHIO  E  LA  DONNA
 
E' mattina. Un vecchio esce dalla sua casa in collina. C'è un bel sole fuori, stranamente caldo per essere in gennaio. In lontananza si scorgono le cime innevate delle montagne; sono uno spettacolo a vedersi. Il vecchio osserva l'orizzonte luminoso, respira profondamente, si da una stiracchiata alle membra intorpidite. Sorride, tocca quel suo corpo ancora in buona forma considerata l'età, tocca i muri, batte i piedi per terra.... "Sono ancora da queste parti..." mormora tra sé. Scosta la sedia posta all'ingresso di casa, vi adagia il corpo e soddisfatto ammira ancora il paesaggio compiacendosi del fatto che era proprio ciò che avrebbe voluto: passare gli ultimi anni della sua vita in un posto in collina, non lontano dai monti veri. Da qualche tempo non aspetta più la morte che da un momento all'altro dovrebbe venirlo a trovare. Non voleva esser colto di sorpresa da essa, ma ora non è più preoccupato a riguardo. E' infatti cambiato qualcosa in lui; sente che la morte accadrà poco dopo che avrà deciso di andarsene lui, dal corpo, non prima. Non sa spiegarlo questo, ma per lui è una certezza. Negli ultimi giorni il confine, già sottile per lui, tra il mondo reale condiviso da tutti e quello strutturato su altre realtà, si era assottigliato ancor più, fino a livelli tali per cui i sogni, la notte, erano qualcosa di differente dagli eventi del giorno solo per una mera questione di punto di vista...! Si, proprio così! egli ridacchia divertito al pensiero, si liscia la barba grigia, si alza e, preso il bastone, decide di scendere giù in paese per scambiare quattro chiacchiere. Vuole cercare di mantenere quell'equilibrio tra vita interiore ed esteriore da sempre ricercato ed oramai diventato suo. Beh, certo che una volta avrebbe fatto volentieri un bel giro per il mondo, ma si considera soddisfatto di quanto già fatto. Non aveva girato moltissimo, ma il naso fuori dall'Italia l'aveva messo quanto basta. II rumore dei passi sui ciotoli e terriccio del pendio lo accompagnano verso le prime case del paese proprio lì a pochi passi. C'è molta calma tutt'intorno nonostante la città non sia molto distante dal paese. Ed in questa atmosfera l'attenzione gli va su una strana sensazione al cuore, una sorta di leggera ansia, una sensazione provata più volte in passato quando stava per accadere qualcosa di importante. Scrupoloso com'era riguardo ai fenomeni interni ed esterni, ne prende atto senza disperdersi sull'indovinare cosa sarebbe accaduto in seguito.
Ecco lì la locanda "II triangolo d'oro"! Era una vecchia osteria una volta, ora trasformata in una specie di pub per quasi-astemi semivegetariani, un bel posticino davvero dove si incontrano spesso artisti e gente in cerca di sé stessa, ma anche gente comune (ammesso che esista una tale categoria...) All'ingresso pende un grande cerchio di legno d'abete con incìso sopra un bel triangolo d'oro e nient'altro. I gestori sono ragazzi in gamba, gente che crede nella vita, come qualcosa che valga la pena di vivere, come un'occasione per imparare lezioni sempre nuove nella scuola della Sapienza. Per questo hanno scelto quel simbolo per la loro locanda. Gli era sembrato abbastanza ispirante e comune a varie culture e religioni, a movimenti spiritualisti  ed artistici.
Il nostro vecchio sale i quattro gradini anch'essi di legno ed entra nel locale. All'interno ci sono poche persone. Naturalmente non c'è fumo e nemmeno alcolici. Sui tavoli c'è solo un cartoncino elegantemente rifinito con scritti cibi e bevande forniti dalla casa. In un angolo c'è anche una piccola biblioteca dove si possono trovare buoni libri. Notato un tavolo libero proprio all'angolo opposto cella libreria, il vecchio si siede dopo aver salutato cordialmente i presenti. Ordina una birra (analcolica ovviamente) e guarda intorno a sé come a cercare un punto d'appoggio per una qualsiasi invenzione di pezzo d'esistenza improvvisato. E proprio in quel momento il suo sguardo si posa su una donna sulla quarantina, vestita sobriamente ma a suo modo elegante, il corpo magro ma ben disposto nelle proporzioni. Ha un certo fascino, indubbiamente. Oh, erano di sicuro ormai passati i tempi delle conquiste e dei bisogni della carne, per quanto conditi con un bel pò di intellettualità e di sottofondo spirituale, e per lui la donna era pur sempre un essere in presenza, del quale succedono cose che non possono accadere tra uomini. Ecco perchè, lì adesso, lui si sente portato ad avvicinarla, a scambiare qualche parola e qualche particcella non ben definita di energia. Così, prima che lo spettro dell'indecisione possa subentrare, egli o già in piedi e si dirire al tavolo di lei, si siede chiedendo se non disturbi e, ottenuta accondiscendenza comincia a parlare, cosi, solite cose che si dicono in queste occasioni. "Mi chiamo Eric, vivo qua da qualche tempo, in una casetta sulla collina qua fuori. Mi dedico per lo più a scrivere racconti e poesie...e lei?" "Mi chiamo Ester e vengo dalla città, sono assistente in una clinica di terapie chiropratiche. Mi piace questo posto e, passando ho voluto fermarmi..." Entrambi sono colti di sorpresa da una strana ma in un certo senso familiare sensazione di leggerezza, di pace e di contentezza. Infatti rimangono per qualche attimo a guardarsi, un poco stupiti ed al contempo compiaciuti. C'è una particolare affinità tra loro, qualcosa di indefinibile... "Si certo, vecchio barbone, non fare lo gnorri che lo sai come vanno queste cose, solo che ormai sei troppo vecchio..." Eric, percependo tra sé queste parole, sorride e le rinnega come sue. La sua onestà fondamentale gli fa percepire solo l'attualità unica di quanto sta succedendo. Ester invece non si chiede nulla, è lì che vive questo momento, pienamente e con partecipazione. Sorridono. Ma è evidente l'impaccio provocato da questo itenso susseguirsi di armoniosità . Gli occhi verdi di lei, lo sguardo profondo, i tratti del volto combinati in una simmetria quasi perfetta, lasciano trasparire un'impronta di fermezza. Eppure la voce calda, dai toni medi ma corposi, esprime una notevole dolcezza e sensibilità. Lo affascina questo vecchio, sente che ha qualcosa in comune con lui, ma non sa cosa. E le parole che ora riprendono a scorrere tra loro viaggiano ad una velocità molto più lenta di quanto entrambi riescono in effetti a trasmettersi. Ad un certo punto Eric, con lo stesso entusiasmo di un bambino (non necessariamente a causa dell'età con le sue possibili regressioni verso l'infanzia), esordisce così : "Ehi,non è stupendo io e te qui!?" E lei: "Si, hai proprio ragione". Non si son neanche accorti che si stanno dando del tu. E' tutto così naturale...! Ma il bello deve
ancora venire, Che cos'è questa strana sensazione erotica e spirituale insieme che sta prendendo sempre più forma? Entrambi se ne sono accorti e, tra una parola ed un silenzio cercano di capire... E' come se una forza pazzesca li stesse proiettando l'uno nell'altro, una specie di movimento respiratorio dell'anima, un entrare ed uscire, sentirsi un'unica entità extracorporea eppure senza perdere la propria consapevolezza di individui.... (E cos'è? Un'esaltazione dell'amor platonico o la scopata del futuro? - si chiederà magari qualcuno — Beh, non lo so. E' quello che... è!!!) Comunque, sarà perché lui è troppo vecchio e la passione carnale non lo coinvolge più, sarà perché lei è sposata con figli e, ad ogni modo, il corpò dell'uomo lì con lei è ormai non attraente da un punto di vista squisitamente carnale, fatto sta che i due stanno sperimentando questa esperienza forse nel migliore dei modi... per quello che sembra: una intensa passione mai provata in precedenza! Il tempo sta passando, ma per loro non esiste. Rimangono a lungo ad osservarsi quasi fluendo attraverso gli occhi. Da fuori qualcuno direbbe che sono cotti, come due pere oppure "fatti" di quello buono. Beh, ognuno percepisce quel che percepisce e vece quel che vede, purtroppo raramente percepisce e vede quello che è e basta. Il sole filtra dalle finestre della locanda e disegna degli interessanti giochi di luci ed ombre, il brusio dei presenti fa da sfondo e si mescola con la musica emessa attraverso le quattro casse acustiche... ma in quella parte di spazio dove stanno i nostri due protagonisti è come se ci fosse un'altra dimensione, un diverso spazio—tempo, Ed ora, quest'intenso abbraccio di due spiriti, costellato di sottili ma penetranti momenti orgasmici, raggiunto un suo culmine, comincia a defluire, come l'acqua che, dopo averla dolcemente lambita, lascia la superficie della spiaggia. I due discendono verso una dimensione più ordinaria, materiale. Se ne rendono conto e, prima che le sensazioni di una perdita del paradiso subentrino, ritornano a parlarsi un poco.
Atterraggio perfettamente riuscito!!! La realtà, così grossolana rispetto a quella da poco vissuta, appare solo un continuum, come se dalla veranda di casa, si rientrasse in sala. E tutto questo grazie ad una volontà di sperimeritare, comprendere, ma soprattutto di non fermarsi mai, di non mollare mai! Anche se il paradiso sembra perduto e la realtà quotidiana troppo dura e spigolosa, falsa ed insipidamente normale. Starebbero lì in eterno loro due, ma la bellezza del vivere è nello scorrere degli eventi, da una scena all'altra della commedia esistenziale. Così Eric si alza ora, si dirige verso la cassa per pagare il conto, ma è evidente quanto sia ancora rapito in qualcosa di immateriale. Incespica nella gamba di un tavolo, gli cade il portafoglio che raccoglie, e senza scomporsi, paga. Prende sottobraccio Ester ed insieme si dirigono verso l'uscita. Lì fuori si guardano un attimo e poi si abbracciano forte, senza trattenere la commozione che li sta pervadendo entrambi. "Grazie Ester di essere venuta qui oggi. Non sai quanto ho cercato in questa mia vita questo incontro. Esso rappresenta per me molte cose che non potrei in poche parole esprimere, ma sappi che ti aspettavo. A lungo ti avevo cercata ma in nessuna delle donne amate ti avevo trovata. E non è con tristezza che ora ti lascio, anzi. Sono incredibilmente felice e sereno. Ora c'è un tassello nel puzzle della mia storia che mancava, ed il quadro è completo. Buona fortuna Ester, arrivederci!" Ed avrebbe aggiunto anche "amore", se non fosse che gli si stava sciogliendo dentro, fin troppo esplicito per venir detto a parole. Ed anche Ester esprime la sua gioia per l'avvenimento: "Tutto quanto hai detto sono le parole che io ho detto insieme a te e che solamente la tua bocca ha espresso per noi. Non so perchè sia successo solamente ora e perché non in passato o in un'altra vita e, del resto non è la prima volta che i nostri destini si incrociano vero?" Eric annuisce, sicuro di quanto lei dice. Poi Ester prosegue: "Beh, Eric, amico mio... buona fortuna anche a te ed arrivederci. Ci ritroveremo, dove e quando vorremo, non so in quale posto dell'universo, se desidereremo ancora stimolarci a vicenda nel gioco della coppia, che è un mezzo per rivelarci divini, nella nostra essenziale natura" — E si lasciano così, senza nient'altro. Lei si dirige verso
la macchina, sale, mette in moto e va verso casa, dove un manito e due figli, ai quali vuole bene, l'aspettano. Eric, con il suo bastone, ritorna verso la collina. Mentre sale si guarda attorno. E' già pomeriggio, il sole è alto. E' tranquillo, sereno e... completo.
Quest'incontro lo ha reso perfetto secondo una geometria spirituale a lui nota. E nel fare un passo dopo l'altro non si accorge di qualcosa di strano. Si sente ancor più leggero, ma continua. Poi, di colpo, si rende conto!!! Guarda sorridendo quel suo vecchio corpo lì steso sul pendio, lo saluta e lo ringrazia per il servizio che gli ha reso in questo viaggio.
E  sale verso l'alto... che bello il panorama da lì!.....

primavera 1993

 
 
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