La
pagina di Angela B
Il giardino
delle torture
Sono stata al parco. Era notte. Buio.
Cielo nero a sovrastarmi. Incerto presagio di fine. Io e
l’oscurità. Mi sono inginocchiata ai piedi dell’acqua
sporca che scorreva. Ho rivisto il mio volto. Nel silenzio
ho urlato. Ho urlato. Urlato. Fino a non avere più
voce. Non ero sola. Eppure mi sentivo come abbandonata.
La solita sensazione di dispersione. Totale dispersione ad impadronirsi
di me. Sarei voluta correre via. Scappare via. Veloce. Sempre
più veloce. Per tornare nel giardino. Il giardino
delle torture che è la mia testa. Lì avrei indossato
la maschera di ferro. Per proteggermi. Come aiuto contro
i feroci morsi che avrebbero fatto carne viva del mio volto.
Per rimanere integra. Almeno nei miei più atroci incubi.
Dispersione
Stavo così. Immobile.Ferma.Delirante.
Il collare a tenermi unita a lei... era così buio...
sentivo la dispersione entrarmi dentro. Nella testa. Soffocare
ogni mio sentimento. Solo la voglia di essere presa a diventare
sovrana. Ho aperto le cosce.Volevo godere e dimenticare di tutto.
Mi sono offerta come una vittima da immolare. Docile. Esemplare
slave. Occhi crudeli a fissarmi senza pietà. Solo così
mi sentivo piena. Solo così mi sentivo appagata. Usando
il mio corpo. Espiazione di dolore. Mi sacrificavo.Sola. Così.
Mi sacrificavo. Per sempre.
La Meraviglia
Latte chimico sul mio corpo. Immobile.
Vasca da bagno continua straboccare. Troppi profumi ad intasare
la mia testa. Vorrei la meraviglia. Meraviglia addosso.
Come Alice. Solo l’acido potrebbe lavarmi da te. Solo l’acido.
Vuoto
Marciapiede urla oscenità ammirando
le mie gambe. Muovo il bacino sull’asfalto. Ferite che piangono.
Laceranti lamenti come candele che vomitano cera. Il nulla mi
ingloba in sé.
Sensazione
Non sento più voci
Ripetizioni di insulti sboccati
Odori e parole che mi decapitano
Il tuo uccidermi mi rende tenebra svuotata.
LUNA
Macchine da tortura
Stritolano impietose sentimenti
Stupide richieste calpestate
Come erba bagnata
Il mio dialogo resta a senso unico
Il mio dialogo con la solitudine.
Desiderio
Vorrei essere amata.
Porno amore ad invadere i sensi.
Non c’è possibilità di fuga.
Nessuna via di scampo.
Abitudine.
Malsana abitudine.
Porno amore ad invadere il mio cervello.
Ma il tuo odore è forte. E’ troppo forte.
Il tuo odore mi sgozza.
Rossa linea a delineare la fine tra capo e corpo.
Filo spinato ad ornare polsi e caviglie.
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