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- Allora sarà
- Quando all'imbrunir del
giorno,
volgi gli occhi al cielo pensando di voler essere
altrove, allora rimirando nella tua vita ricerca un attimo
di pura felicità. E godi di esso e pensa come fu
bello e come un giorno lo sarà.
Qui per te
- Raccontami, sono qui
per te.
Raccontami quello che non hai mai raccontato. Raccontami
che senso vuoi dare alla tua vita. Quello che speri di avere
dalla tua vita. Parlami, sono qui per te. Parlami quando
pensi di essere solo. Parlami quando pensi di non essere solo.
Urla, sono qui per te. Urla i tuoi difetti, taci invece i tuoi
pregi nascosti. Urla anche quando nessuno più ti ascolta,
le persone sono pronte ad ascoltare solo i tuoi silenzi. Parla,
racconta, urla sono qui per te, ma non ascoltarmi mai quando
ti parlo di me, io sono qui per te, tutto qui, nient'altro.
Un giorno tutti dovremo crescere
- Come in un giorno felice
la vita ti chiedeva di essere vissuta, come un tempo non avevi
nessun tipo di pensiero se non quello di crescere, come
una volta tutti i problemi che erano intorno a te pensavi
non potessero compromettere la tua tranquilla esistenza, così
adesso che sei cresciuto ti accorgi che tutto questo ora ha
l'obbligo di far parte della tua vita. Come un giorno la felicità
ti guidava passo passo, oggi la paura di non essere all'altezza
di fare quello che gli altri si aspettano da te, è la
nostra sola compagna di giochi. Come una volta la vita ti era
d'aiuto, come un giorno gli amici ti erano di supporto,
come un attimo fa ti appoggiavi alla famiglia, così ora
sei più solo di prima. La tua mente è lucida
e il tuo corpo non farebbe mai niente di sbagliato, ma la tua
anima è altrove, dove non puoi raggiungerla con la ragione.
In un mondo dove tutto è possibile, dove sei libero e
non devi preoccuparti di ferire qualcuno con ogni azione che
ti va di fare o che ti senti di fare. Ma cos'è davvero
la libertà in questa vita? Cos'è in realtà
quello che vogliamo? Poi una volta che l'abbiamo avuta, sapremo
affrontarla? Oppure preferiremmo che non ci fosse mai accaduta
una cosa del genere? La paura di essere liberi ti può
bloccare proprio quando sei sicuro di poter essere felice,
quando la vita per la prima volta ti sorride e hai quella voglia
di vivere che ti dà la forza di affrontare qualsiasi
cosa, ma la paura non può farti affrontare il rimorso
di aver portato tristezza e solitudine ad alcune persone a te
vicine. Anche se le odi, ricordati la voce della tua coscenza
è più forte di ogni antipatia. Allora l'unica
cosa che dovrai fare è ascoltare il tuo cuore e non farti
trarre in trappola dai problemi altrimenti non riuscirai a vivere
come vuoi e dovrai vivere di sogni. Per questo noi ragazzi,
forse perchè ci rendiamo conto di non poterci assumere le
responsabilità che la vita ci impone di assumerci,
ci nascondiamo dietro la maschera dei ragazzi forti che apparentemente
trattano la vita, i problemi e le persone con indifferenza e
disprezzo. Questo di certo non può giustificare il nostro
comportamento, ma è quello che facciamo e qualcuno, anche
se non vuole, dovrà aiutarci a crescere. Ma chi vuole
aiutarci? In realtà nessuno vuole prendersi questa responsabilità
e noi cresciamo con esempi sbagliati, che però sono stati
gli unici che hanno voluto aiutarci. Quindi quando poi voi adulti
criticate la società che cresce (cioè noi giovani),
ricordatevi che in realtà è tutta colpa vostra.
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- La guerra
- Finalmente protagonista della
storia anch?io! Protagonista quello che vivo non quello che ho fatto
personalmente.
Sono contenta perché quello che credevo
giusto si è rivelato giusto, perché mi sono schierata
con la parte che ora ha riportato la libertà ad un popolo
oppresso. Sono pacifista, ma credevo nell'America. Sono pacifista,
ma volevo la fine della dittatura. Sono pacifista, ma il mio cuore
voleva essere lì quando il popolo ha preso a calci il simbolo
di Saddam. Rimane nella storia questa guerra, e rimane nella storia
la faccia da pesce lesso che ha in questo momento ogni governo europeo
troppo "prudente", e vigliacco per aiutare quei bimbi
che muoiono di fame. Di certo ora ci vorrà molto tempo
per portare un po' di vera pace nei cuori degli iracheni. Non nascondo
che di sicuro ci sarà qualche rigurgito del regime, attentati
e ancora tanta povertà, ma è un inizio, meglio tardi
che mai, almeno qualcuno l'ha fatto. Quelle persone non si sarebbero
mai rivoltate contro il Rais, ma ora gioiscono all'arrivo dei soldati
americani. Questo verifica che non c'era libertà di parola,
e sicuramente non c'era la possibilità di formare un gruppo
per riportare la democrazia in Iraq. Parole, solo parole, anch'io
non so far di meglio, ma non ho poteri e non posso prendere decisioni
importanti. Ho 14 anni, faccio già fatica a mandare avanti
la mia vita, non potrei mai decidere cosa fare della vita di un
popolo. Ma forse se io fossi stata in Bush avrei fatto la stessa
cosa, senza tirarmi indietro, perché la pace è sempre
la pace, ma è la libertà che porta alla pace e la
fa durare.
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- Come reagiresti se a quattordici
anni ti accorgessi di aver capito i completi e tremendi meccanismi
di una guerra, prevedendone con mesi di anticipo le conseguenze?
È quello che mi è successo rileggendo quello che ho
scritto anzistante alla fine del conflitto in Iraq. Ora dopo circa
cinque mesi si sta verificando quello che avevo ipotizzato, e cioè
degli attentati contro i soldati americani. In verità
un po' mi fa paura sapere che riesco già a capire i processi
vitali di una cosa così brutta come la guerra e le conseguenze
tragiche che si ripercuotono sulle popolazioni coinvolte. Mi vedo
già tra vent'anni al Pentagono a programmare azioni militari,
comprendenti l'uso delle armi chimiche, contro dei poveri bambini
sottonutriti dell'Africa nera. Mi immagino la mia coscienza
spazzata via dalla sete di successo e di celebrità, così
tempestosa e travolgente da portar con sè la pietà
e la sensibilità.
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- Lui
- Era lui che mi dava la forza
di vivere, era lui che mi diceva di essere me stessa anche se sapeva
che il mio carattere non poteva sostenere il peso di quella prova.
Ora lui ha dato a qualcun'altro la manutenzione della mia vita,
ma io non so chi è costui e quindi non posso affidarmi a
questa persona,
dovrò solo cercarla altrimenti crescerò
da sola.
- Tu che hai avuto il coraggio
di alzare la testa e di fare a modo tuo sei stato punito, ti hanno
inflitto cose non meritate guidati solo dall'invidia della tua libertà.
Forse hai fatto bene e io ti assicuro che la tua vita non è
stata tutta persa io ti ricorderò per sempre come l'uomo
più in gamba del mondo. Eri vicino a me e ricordo la tua
voce che mi dice di non avvicinarmi troppo al camino acceso, ti
aiutavo a cucinare le "brole", sui "tizzoni"
rossi, come solo tu sapevi fare. Solo frasi sono queste per ricordarti,
perchè io non so fare di più, non ho di certo
la forza di mettere in atto quello che tu mi hai lasciato in eredità.
La voglia di dire quello che penso e di aiutare un'altro anche se
è in una posizione poco comoda, essere veri nel affrontare
la verità, la tua audacia e la tua coerenza. Potrò
mai essere come te? O meglio ancora, potrò mai incontrare
qualcuno come te? Così potrò innamorarmene ed essere
finalmente felice? Sarebbe troppo bello, ma so che sarà impossibile,
perchè tu già non sei stato capito dalle povere anime
terrestri che ti hanno fatto del male e quindi qualcuno ha pensato
di portarti lassù per aiutarli senza che se ne rendessero
conto, e perchè non ti facessero più del male.
- Come dicevano in un film,
a volte le persone ci mancano proprio perché abbiamo dei
rimpianti nei loro confronti, ed è triste avere dei ripianti,
rendersi conto che quello che di più importante dovevi fare
in assoluto non l'hai fatto.
È triste rendersi conto
che la persona più importante della tua vita non può
essere materialmente lì con te. Per quanto si possa pensare
che sia sempre con te, che ti assista e ti protegga, non può
smettere di mancarti, ma puoi fare di tutto per renderla orgogliosa
di te, far si che non abbia rimpianti, che veda crescere i suoi
insegnamenti in te. Così il peso della lontananza si
alleggerirà e guardandoti indietro non avrai di certo ulteriori
rimpianti.
- L'emigrazione ha segnato
molto anche il mio nonno materno che dopo la seconda guerra mondiale,
ancora ragazzo, sposato, dovette partire da solo per la Germania.
Era triste dopo una giornata di duro lavoro tornare in una casa
vuota e non trovare sua moglie, la quale non poteva neanche scrivergli
perchè
era uno spreco inutile. Dopo sei mesi, provato
dalla lontananza e dalla gelosia, decise di trasferirsi a Torino
e farsi raggiungere da nonna. Lavorare in una fabbrica di montaggio
della Fiat, tredici ore al giorno per portare qualche cosa in più
a casa non era il suo sogno. Mia madre mi raccontava che, quando
nonno faceva il turno di notte gli davano un tipo di pane bianco
molto buono, e lui non lo mangiava per portarlo a lei che ne era
ghiottissima. Da Torino a Bologna dove nacquero tre figli e
dove si adoperò come costruttore di gallerie, finchè
la mancata efficienza in un'operazione non lo fermò e la
malattia lo assalì. Qui il travaglio cominciò ancora
più penoso, la tribolata decisione di ritornare a Massascusa
e ricominciare per meglio convivere con la malattia. Ma le necessità
erano troppe e mia nonna cominciò a lavorare come contadina
e nonno entrò a far parte della Rozzi. Anche per loro il
travaglio dell'emigrazione finì, ma finì male, non
avendo trovato fortuna e ritornando al punto di partenza. Non si
è mai dato per vinto, e per me il gesto che più lo
rappresenta è il privarsi del cibo per un capriccio di sua
figlia. La mia famiglia non è mai stata molto benestante
ma i miei nonni hanno lottato ed ora di certo a me non manca niente
e li ringrazio per avermi insegnato che se dalla vita voglio qualcosa
devo meritarmermela.
- Questa canzone di Vasco Rossi,
Sally, è molto simile a quello che vorrei dirti:
"Sally
Sally cammina per la strada senza nemmeno fermarsi a guardare. Sally
è una donna che non ha più voglia di fare la guerra.
Sally ha patito troppo,Sally ha già visto che cosa di poco
raro ha addosso. Sally è già stata punita, per
ogni sua distrazione o debolezza per ogni candida carezza fatta
per non sentire l'amarezza. Senti che fuori piove senti che
bel rumore. Sally cammina per la strada sicura senza pensare
a niente, ormai guarda la gente con aria indifferente. Sono
lontani quei momenti quando lo sguardo provocava turbamenti quando
la vita era più facile e si potevano mangiare anche le fragole.
Perchè la vita è un brivido che vola via, è
tutto un equilibrio sopra la follia. Senti che fuori piove senti
che bel rumore. Ma forse sally è proprio questo il senso
del tuo vagare. Forse alla fine ci si deve sentire alla fine
un pò male. Forse alla fine di questa triste storia qualcuno
troverà il coraggio per affrontare i sensi di colpa è
incancellabile questo viaggio. Per vivere davvero ogni momento
con ogni suo turbamento come se fosse l'ultimo. Sally cammina
per la strada leggera ormai è sera. Si accendono le
luci dei lampioni tuta la gente torna a casa davanti alle televisioni.
Ed un pensiero le passa per la testa forse la vita non è
stata tutta persa forse qualcosa si è salvato forse davvero
non è stato tutto sbagliato. Forse era giusto così
forse ma forse ma sì. Cosa vuoi che ti dica io, senti
che bel rumore".
-
- Ing
-
- se tu potessi solo leggere la
metà di quello che penso,
- il nostro rapporto sarebbe più
facile.
- Chiunque tu sia,
- una mia amica,
- mia madre,
- il mio ragazzo.
- Ma la cosa assurda è
che
- basterebbe che tu mi guardassi
negli occhi
- una volta al giorno,
- e tutto andrebbe per il verso
giusto.
- Chiunque tu sia,
- sappi che ti ho voluto bene,
- anche se a modo mio.
Scrivimi
le tue considerazioni, ti risponderò.

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