Pensieri & Parole

Sono Solo Considerazioni

 La pagina di Andrea I

MARIE M.
 
Svuoto gli occhi e cerco un chi?
luttuoso sangue di un qualunque.
Volontà spinta a rapire,
e nel blu, in volo, uccide se.
Come un impatto scruto te,
respiro e, d’incanto
piovo via.
 
Perché non ci sei più?
Perché non ci sei più?
 
Toccar con mano la sua morte
ti ho visto sorgere.
La vita non è per te
e non sei in me.
 
In questo falso contorno,
è la cruda realtà.
Rubasti il mio sano cuore,
lo trovai su un dolce melo.
 
 
LO SCONTRO
 
O nefaste ombre,
estirpate il mio cuore
ché cessi di lacrimare.
La sua buccia screpolate,
o incestuose figure,
sì che sanguini latente.
Con occhio tradito apra
al ribollire dell’uscio,
o mutevoli donzelle.
 
Forza, potere e inganno
di rapimento odorano.
 
Le vibrazioni son ninfa
dalla penna allattate,
illuminate dalle onde
corteccia son le membra.
In vuoto vi tramutai,
di arcobaleno allergico
al tornar vostro tingendo.
 
 
ALI DI SOGNO
 
Sei un angelo? Realtà
e sogno possono abbracciarsi.
Tale perfezione mai può
risiedere in un umano essere.
Ali d’angelo offuscate
da un plumbeo cielo,
necessità di vivere
paura di soffrire.
Ma ecco, un momento
vivere in un attimo,
due grandi occhi, nuovi.
D’un tratto sento un abbraccio,
non è pelle, soffice odore,
tatto ovattato che mi avvolge.
Solo istanti che si rincorrono
un raggio, nel bozzolo bianco,
sguardi sorrisi e sensazioni.
 
 
AN EMOTION DEATH
 
La vidi brillare in un deserto di ruggine
radiosa, pomposa e funerea.
Qualcosa scosse quel calmo incesto,
mutevole, dal nulla prendeva forma.
Freccia utopica scagliata dall’arco
luccicante e tagliente di un bimbo roseo,
percorse soffocante ogni lembo
del mio attonito corpo ridondante.
Avrei voluto bruciare di un fuoco implosivo
e godere al contempo dell’estasi
purpurea e furiosa, dell’abbraccio
di una dolce e solenne cascata.
Perché, mondo maledetto, ti accanisci
con indomata furia su qualcosa
di cosi inebriante purezza
da far arrossire la neve al suo passaggio?
Mi attraversò in un fermento fulmineo
e al dischiudersi dei contemplanti sensi
figure nere già intonavano la danza fatale.
Una nube di paure mistiche apparve
con morbosa precisione incidendo
languide parole grigie nel rossastro mare:
ogni luce soffocata è l’albore
di un nuovo ed immenso marmoreo cielo.
 
 
APRO LE PORTE
 
Un giorno di sole,
una luce accecante.
Il vento
apre il mio cuore e
un fulmine
a ciel sereno lo squarcia.
E’ un soffice boccheggiare
che dice
ti amo.
 
 
DEAD SOULS
 
Ruotate lo sguardo.
E’ strano guardarsi intorno,
vedere solo mobili fantasmi
sfiorare la loro pelle
illudersi di toccarla,
di farne parte.
Dannata scoria superficiale,
schernirti di me
è cosa appagante?
Come il pesante piede dell’uomo
schiaccia e distrugge l’indifesa formica,
così ti diverti,
con macabro sadismo,
ad infierir su un animo spaurito?
Vi credete invincibili voi,
omologhi pupazzi.
Vi nascondete dietro
il maleodorante splendore
del vostro scudo.
E oltre?
All’interno è solo il nulla.
Inespressive forme spettrali
ne emozioni ne paure
sul vostro cammino.
Triste vita già incisa,
niente potete fare
per mutare il letto del fiume.
Traguardo ultimo è il mare,
sfociate inermi e consapevoli
del vuoto carico che portate.
La fine è più lieta guaritrice
di una ferita vita, invisibile.
 
 
FLUSSO CONSCIO
 
E’ l’epilogo.
La bestia nera ha vinto il duello.
Come una droga è entrata nelle mie vene,
come un serpente s’è insinuata in esse.
Le emozioni non riescono a crescere
e il bianco tepore sbiadisce.
Con occhio felino tende l’agguato,
aguzzi i suoi denti
e letale il suo morso.
Il suo pesante corpo si è dilatato
e le mie membra son esplose.
E’ l’epilogo.
Credetemi, tutte le ho tentate,
ma l’aspro cerchio ha ripreso il suo moto.
Le foto si ripetono sullo sfondo
e le forze evaporano in un lento scemare.
Nudo in un arido deserto
spaurito come un bimbo.
Ne sensi ne orientamento,
solo buio. Solitudine e oscurità.
Il lento incedere del tempo
è giogo in questo universo di plastica.
Oggetto insignificante sei al cospetto dell’infinito.
“Senza sito ne ragione vaghi nella melma,
tutto è catrame al tuo passaggio!”
anche la più splendente stella
oscura la sua luce al brucar dei miei occhi.
Troppo investigativi e solenni
si sperdono nel pallido vuoto
di automi senz’anima.
Alla ricerca di un calore sopito e
convinto del suo prematuro decesso,
riecheggia lo straziante lamento funebre.
Chitarra senza corde, emano un sordo suono,
nessun orecchio potrà mai filtrarlo.
Pantera con collare di serpente
Sferra l’ultimo colpo,
sì che possa vivere consapevole del delitto
ma immune da laceranti e passati dolori.
Nessun rancore per la pietà sempre frenata,
ognuno percorre il suo ponte.
Mai esiterei a vibrar mortale colpo
se la spada finale dovessi trovare.
Paralizzante pozione ti sputerei
se la magia dovesse rapirmi.
Ma disarmato è il mio tutto
conscio di un nero incombente,
tramutato in nube avvolgente.
All’interno soffoco e mi sgretolo,
coinvolto nell’ombrosa implosione.
Nero fumo trasuda dalla mia cute,
collante e calamitata diventa la mia pelle.
E’ l’epilogo.
Consapevole della mutazione
ancora forte mi oppongo all’esteriore eclissi.
Bestia sadica, che tu sia maledetta!
Non abbattere i sogni miei,
son forte lido d’appoggio.
Una roccia nell’oceano sono,
fibra del vitale filo.
E’ l’epilogo.
 
 
FULMINE
 
Davvero ignoto è il futuro,
crudele, a volte, appare.
Sbriciolare il velo
ardua impresa risulta,
ma armato è il mio ego
dopo aver accarezzato la paura.
 
 
INCERTEZZE
 
Un anima vaga nel vuoto
il mio sguardo percepisce.
Un cuore cerca il suo io,
tumultuoso vortice nell’aria.
 
La vista non serve più,
i sensi vagano nell’infinito.
Una sorta di sublimazione
li colpisce accecandoli.
 
Il tuo sguardo mi uccide.
 
L’anima brucia nel buio,
il fuoco gelido si diverte,
osserva e scruta l’onda
e con un bacio l’uccide.
 
Il tuo sguardo mi trafigge.
 
 
INCONTRO
 
Apri gli occhi e
vedi il buio.
Flebili lacerazioni
dell’animo.
Dall’oscurità avvinghiato,
si ritrae
il nudo cuore
leccato dal male.
Soffio d’agguato trama
volgendogli le spalle
ché di stelle privo
è il suo cielo.
Un oscurità sibilante
striscia guardinga
nelle vene.
Parassitaria si insinua,
leggiadra si infiltra.
Eiaculata dal mio ego
bellicoso, assassinata
una distraente nebbia.
Da un umbratile sguardo
frantumata.
Gloria silente
la concubina scaglia.
Sadica malattia latente
invisibile all’occhio risulta.
Donna allettata dalla luce
è lido ultimo
di un deturpato nido.
 
 
INTIMITA’
 
Sentieri nell’aria volano via
come gocce d’acqua, sospesi
tirati, soffocati, abbandonati senza scia
tra fiocchi di sabbia, appesi
il loro fuoco non sarà bianco
mai più, mai più!
 
Arde il petto al loro sguardo,
infissi di marmo nel vento
Brucia come un folle dardo,
colpiscimi adesso
 
Non ci sei più, non ci sei più
è dolce sfogo
Non ci sei più, non ci sei più
brilla il mio rogo
Non ci sei più, non ci sei più
 
Torna la quiete
ma è solo apparenza
il mondo è una rete
ornata di sofferenza
 
Colpa di chi?
 
Non ci sei più, non ci sei più
è dolce sfogo e
brilla il mio rogo
 
Questa è l’epigrafe di un incantevole trama
la Noia ha vinto la dama, tutto sembra fioco,
ma sento pulsare un desiderio morboso:
“essere me stesso!”.
 
 
NASCITA DI UNA POESIA
 
Passeggio cupo pei miei lidi
ignaro di ciò che in mente accade.
Eterno solingo flutti abnormi vidi,
la Nina dei segreti vorticosamente evade.
 
La pensierosa Pinta egual destino aveva
ma ancor qualcosa manca pel’ eruzione.
D’esizial carico Santa Maria pareva,
ventura sua: unirsi all’esplosione.
 
Le tre rotte in fatal incrocio caddero,
entità unica tre sorelle divennero.
 
Bianco corpo dalla triade nacque,
baciato e cullato da una gelida luce.
Dell’orribile destino esso tacque,
messo alla prova lo spirto mio traduce.
 
La mia penna è fonte di salvezza
che dalla deriva toglie l’ondoso flutto.
Con melanconica danza si dispongon nella brezza
le lucenti parole sfiorate dal lutto.
 
Come corpo di virgin donna è puro,
sì fu il mio animo, sgretolato il muro.
 
 
REBIRTH
 
Calda mattina di giugno
grazie ancora non ti ho detto.
Dolce soffio diedi
all’uragano bianco
che lacerò mura e
buio spazzò via.
Già margherite si affacciavano
nel raso campo di battaglia.
Una platea di sassi
contornava e scrutava
il roseo altare.
Due sguardi si rincorrevano
immersi nell’estiva brezza.
D’un tratto si trovarono
e un candido bacio sciolse
le trame dell’intreccio.
Una nuova stagione
stava nascendo,
ne sciarpe ne maglioni,
solo due caldi cuori
immersi nell’alba
dell’infinito.
 
 
RIBELLIONE
 
Un'altra tempesta si avvicina
buia, temeraria e aggressiva.
Forza di leone e fame di sciacallo
tingon le sue aspre vene.
D’un tratto il grigio vien danzando
coprendo d’opaco ogni cosa.
Soave adulatrice che lamenti
e strida acute spegni,
chi ora stai cercando?
Strazio e desolazione crescon al tuo passo
e ogni stella vien svaporando.
Avvoltoio immondo non ti illudere
ultimo lido sarà il mio cuore.
Aspra e senza fine dovrà essere
la ricerca, estenuante, asfissiante.
Animo ardito risiede in questo luogo,
coraggiosa fibra è tessuta al suo interno.
Luce rossa bagna il suo spirito
e arderà il patibolo che sogni.
Quando ogni raggio sarà svanito
non ti illudere, osceno diluvio,
ancora speranza ti abbaglierà.
Lo spietato scorpione venuto fuori
dal caldo membro senza resa
colpo fatale infierirà al tuo nucleo,
sì che sole e luna
potranno di nuovo baciarsi.
 
 
SCINTILLA
 
Il sole non brilla più.
E’ lungo il corridoio vitale,
pieno di buio e insidie.
Non più luce,
non più sole
solo vuoto, vuoto
incolmabile e parassitario.
Una scintilla ha brillato oggi,
un istante di sorriso
mi ha portato.
Un sospiro di luce è stata,
ha spinto nel mio cuore
una ventata di salvezza.
 
 
RAGAZZA DALL’OCCHIO LUCCICANTE
 
Nuotare nei tuoi occhi
è un impossibile volo,
sfiorare la tua bianca pelle
è un caldo brivido,
toccare il tuo respiro
è una specie di magia.
Sentirti dentro di me
potrebbe essere un sogno perfetto.
 
Non volare via
il mio vento è il tuo soffio.
Non volare via
adesso ho la chiave.
 
Sei così calma
sono dipinto di te,
sei così calma
sono ubriaco di te.
Il mio cuore è così asciutto
e tutto questo è molto forte.
 
Brucia la tua nebbia quando il sole bacia la luna
la tua mano non è così lontana dal nostro mondo.
 
Mi sto sentendo così stupido
ad aver nascosto me stesso.
Avevo paura di perderti,
ma tu sei nella mia anima,
distruggi l’apparente velo
e guarda nel cuore nudo
c’è inciso sopra il tuo nome,
e sarà così per sempre.
 
Non correre via
il tuo sguardo è la mia luce.
Non correre via
tu sei la mia lacrima.
 
Sei così calma
sono dipinto di te,
sei così calma
sono ubriaco di te.
Il mio cuore è così asciutto
e tutto questo è molto forte.
 
Brucia la tua nebbia quando il sole bacia la luna
la tua mano non è così lontana dal nostro mondo.
 
 
STARDUST
 
Quando d’impatto i tuoi vaganti occhi
strappano dolcemente il filo impagliato
dell’impercettibile separazione col lago dei fiocchi
lì lei è con te, con riso bianco e dorato.
 
Ti culla, ti sviscera, t’incanta e ti accompagna
leccando fino all’ultima delle tue sgorganti ferite
come passeggiando lieve tra le curve di una montagna
avendo posseduto un luccicante granello di meteorite.
 
 
SURREALI ESALAZIONI DI UNA NOTTE
 
Tetra notte che in fragore ti trasformasti,
sussurrarti gratitudine potrebbe sminuire.
Nebbiosa sera che ineffabile diventasti
sfogliando il mio cuore potrai capire.
 
Neve nel deserto lei era,
sbaragliò ogni mia difesa.
Da eterea follia cullato
nuotavo nell’inebriante sguardo.
Mai sì profondo spirito
rese cieco l’esser mio.
 
Esalava magia quell’ebbro intreccio
che catturava le nostre mani,
danzavano i due corpi
fluttuando nel ghiaccio fuoco.
Mio istantaneo sogno fu
esplorare il suo mondo.
 
Una rassegnata pioggia
dal destino scagliata
“Stolto saresti – gridava –
a non afferrar l’aquilone in volo.
Mai lasciar sfuggir tu devi
Cotanto emozional tesoro.”
 
Che celestiale figura sia,
se a scaturir ciò porta
l’ombrosa anima mia
che dapprima parea morta?
 
 
UN SOFFIO DI TE
 
Molteplici volte la mia immaginazione
corre lungo gli argini di un fiume.
Si libra in volo e fugge
Come una rondine
all’affiorar dell’inverno.
 
Molteplici volte si è domandata
che manto emozionale
avrebbe avvolto
questo già gracile cuore
al cospetto di fatali parole.
 
Il sordo giogo dell’astruso
destino, di nuovo
affonda le sue radici.
 
Una tempesta di ghiaccio
ha frantumato il mio centro
vitale, come neve
al sole la sia corazza
è in pasto alle fiamme.
 
Non so verso quali lidi
il tuo spirto si dirigerà,
ma un soffio di te
non se ne andrà mai.
 
 
VIAGGI DI UNA NOTTE
 
Svegliato di soprassalto.
Il mio sonno è stato rubato,
tormentato da lugubri viaggi.
Strani luoghi ho visitato.
Ladri e scheletri erano le marionette
dell’oscuro teatrino
di scena stanotte.
Non era sordo il lamento, perché fingi
e nascondi il tuo udito?
 
Perché mi inseguite?
Perché volete uccidermi?
Vi divertite a tormentarmi?
Fermo! Non ti avvicinare!
Sono una statua di ghiaccio
contro un caldo muro.
Fermo! Non ti avvicinare!
Sono stanco di fuggire,
le mie forze hanno preso il volo.
 
Morte e pazzia hanno violentato i miei sogni
e sono annegato in un fiume nero.
 
Incalzante burattino
perché mi sorridi?
La confusione mi addenta.
Sei diverso dagli altri,
mi porti breve sollievo.
Mi doni il tuo scheletro?
“indossalo, sarai salvo!”
Solo queste rosse parole,
e tutto svanì nel nulla.
 
Morte e pazzia hanno violentato i miei sogni,
ma un raggio bianco mi ha bagnato.
 
 
VORAGINE
 
…il sole non brilla più
ma non comprendi.
Il vuoto si espande,
sembra il capolinea
di un miserabile destino,
ma perseveri.
La tua tenacia
dovrebbe forse lusingarmi?
Non l’afferri,
è inutile.
Come un avvoltoio affamato
ti getti su di me,
spietato il tuo becco
e atroce la tua forza.
Sciacallo, mai
t’implorerò pietà
o misericordia.
Non lo vedi?
E’ notte.

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