Pensieri & Parole

Sono Solo Considerazioni

La pagina di Alba
 
Vi presento una breve raccolta di "poesie" per bambini.

Non hanno grosse pretese: sono semplici, orecchiabili e, sopratutto, nate per loro e con loro nel senso che quasi tutte sono la rielaborazione in rima delle frasi degli stessi bambini, raccolte durante le conversazioni occasionali o organizzate. Alba Epifani

DOLCE MAMMA

Ti voglio bene, mamma,
tanto, tanto, tanto.

Sei grande come un albero.
Sei grande come l’erba del prato.

Sei bella come un fiore,
il fiore più profumato.


CONVERSAZIONE “SE IO FOSSI”
(Dalla quale è stato tratto il testo poetico “Se io fossi…” dedicato alla mamma)

Ins. -Che cos’è un prato?
Giulia P. -E’ tanta erba e poi ci sono i fiori.
Gabriele -Il giardino.
Mauro -Una campagna.
Andrea S. -Il prato, ci sono tanti fiori.
M. Elisa -I fiori profumati e bellissimi.
Ins. -Pensate un po’. Se voi foste un prato che cosa regalereste alla mamma per la sua festa?
Riccardo -Se io fossi un prato gli regalerei un fiore.
Andrea S. Quasi, quasi alla mamma gli regalerei un bacione.
M. Elisa -Io farei sbucciare i fiori profumati e belli.
Ins. E se foste una farfalla?
Gianluca -Se fossi la farfalla regalerei tante piume e se fossi un riccio regalerei tante castagne.
Giuseppe -Si, la farfalla nò tiene le piume, la farfalla vola!
Danilo -Con le ali.
Giulia P. Le piume se fossi un uccello, la farfalla vola ma non ha le piume!
Mauro -Io regalo un ballo.
Ins. -Perché?
Giuseppe -Perché vola, perché balla.
Gianluca -Maestra, se io fossi un albero gli do da mangiare a tutti gli uccellini i chicchi di grano.
Riccardo -L’albero non ha i chicchi.
Mauro -Le foglie.
Riccardo -I frutti.
Gabriele -Le mele.
Gianluca -Tutti i frutti.
Ins. -Quali frutti? Quelli acerbi?
Gianluca -Quelli buoni.
Giulia P. -Quelli saporiti, saporiti.
Ins. -Perché dareste tanti bei regali alla vostra mamma?
Tutti -Perché le vogliamo bene!!!
Ins. -Perché volete bene alla mamma?
Gianluca -Perché la mamma è brava.
Ins. -Chi vi ha regalato la vita?
Gianluca -Dio.
Ins. -Chi vi ha fatto nascere?
Danilo -La mamma. La mamma mia ha fatto nascere la sorellina.
Ins. -Chi ha regalato la vita alla sorellina di Danilo?
Tutti -La mamma.
Ins. -Pensate un po’.Qual è il regalo più bello che vi ha regalato la mamma?
Giulia P. -La vita.
Ins. -Che cosa vorreste dire di bello alla vostra mamma?
Giuseppe -Non lo so più che cosa devo dire alla mamma.
Ins. -Pensiamo un po’. Quali doni potremmo regalare noi alla mamma?
Andrea S. -Un bacione.
Gianluca -Io regalo un abbraccio.
Riccardo -Una lettera le scrivo.
Mauro -Un fiore.
Ins. -Quanto bene volete alla mamma?
Tutti -Tanto, tanto!
Ins. -Quanto è grande l’amore che volete alla vostra mamma?
Tutti -Così!
Ins. -Perché?
Andrea S. -Perché è in gamba!
Danilo -Si, una ragazza in gamba (tutti ridono).


AUGURI PAPÀ

Caro papà,
voglio dirti cosa penso di te.
Tu sei formidabile,
tu mi fai impazzire.
Tutto capisci e tutto mi fai capire.

Papà, ho deciso di farti un bel dono.
“Niente capricci, sarò più buono”.
Un grosso abbraccio riceverai
e mille baci tu mi darai.

Ti voglio bene, caro papà;
sei il migliore della città.
Tu sei sempre nel mio cuore,
ti voglio bene a tutte le ore.


A PAPÀ

La maestra a scuola mi ha chiesto:
- Com'è fatto il tuo papà?
Il mio papà è bello, bello, bellissimo.
Il mio papà è bravo, bravo, bravissimo.
Il mio papà è grande come un gigante.
Il mio papà come un albero è importante.
Poi la maestra mi ha chiesto ancora:
- Vuoi cambiare il tuo papà?
Io ho risposto per benino!
A me piace il mio papà!
Più speciale non ce n'è,
il mio papà è tutto per me!
Ti voglio bene papà!


AUGURI, PAPÀ

Ti voglio bene, papà.
Oggi è la tua festa
e sai che faccio?
Vieni vicino e prendimi in braccio;
sulle tue guance do’ tante carezzine
leggere, leggere, piccine, piccine.
Ti stringo forte al mio cuore
e ti do’ gli auguri con tanto amore.
Auguri, papà!

AUGURI, PAPA'!

Papà, ti voglio dire una cosa.
Mi sembra un castello la nostra casa
e tu sei il mio Re:
il Re più bello che c’è.
Tu sei il Re più buono del mondo,
tu sei il Re più grande del mondo
e vuoi sapere perché?
Perché mi vuoi bene
e io voglio bene a te.
AUGURI, PAPà!

PACE

La colomba bianca, bianca
vola e canta e mai si stanca.
Vola e canta tutta felice;
vuoi sapere che cosa dice?

- Pace e gioia a tutto il mondo,
su facciamo un girotondo!
Niente guerre e dispiaceri,
facciamo la pace, basta soffrire!
Vogliamoci bene un po’ di più
come ci ama il buon Gesù.


PASQUA é…

Pasqua… è un fiore profumato.
Pasqua… è una colomba sul prato.

Pasqua… è una bella vetrina
Con uova, pulcini e una bella gallina.

Pasqua… è una campana che suona,
Pasqua… è una parola buona.

Pasqua… è la Pasqua del Signore
ch’è morto e risorto per insegnarci l’amore.

E' PASQUA
(Rielaborazione di testi già esistenti )

è Pasqua stamattina.
Pasqua con le uova a sorpresa,
le rondini e i fiori
che rallegrano il mondo con mille colori.
- è Pasqua – cantano in coro
le campane con la voce d’oro.
- è Pasqua! - suonano a distesa.
- La luce del mondo in terra s’è accesa!

Anche la campana piccina piccina
con la sua voce fresca e argentina
s’è svegliata tutta contenta:
nessuna nuvola più la spaventa.
Dondola, dondola nel cielo blu
e dice a tutti:- Auguri, è Pasqua!
Risorto è Gesù!

- Auguri, è Pasqua! - lo dico anch’io.
- Auguri di gioia, di pace e bontà
a tutti gli amici, a mamma e a papà.


E VOLERA' LASSU', LA PACE VOLERA'
(Invenzione ispirata da un aneddoto raccontato da don Tonino Bello)

Era una bellissima giornata di primavera: nel cielo azzurro splendeva un bel sole, nell’aria c’era un buon profumo di erba e fiori e, felici, volavano tanti insetti e uccelli.
In mezzo alla campagna c’era un bellissimo albero di pesco in fiore sul quale si posarono due colombi.
Prima arrivò il colombo chiaro e dopo il colombo scuro.
I due uccelli cominciarono a bisticciare: entrambi volevano posarsi sul ramo più bello.
-Il ramo è mio!
-No, il ramo è mio!
-No, è mio!
Ciascuno dei due si ferì ad un’ala, uno la destra e l’altro la sinistra, caddero giù dal ramo e non riuscirono più ad alzarsi in volo.
Un grillo parlante che viveva nel tronco del pesco uscì dal suo buco e parlò ai colombi: -Amici miei perché non fate la pace e tornate a volare nel cielo azzurro?
I due colombi gli risposero che non riuscivano più a volare perché erano feriti.
Il grillo disse loro che potevano tornare a volare e li invitò a pensarci su.
Il grillo era un insetto molto saggio ed aveva una bella idea.
Disse: -Io conosco un modo per tornare a volare. Ascoltatemi.
Quante ali vi servono per volare?
Il colombo chiaro rispose: -Servono due ali e noi abbiamo un’ala ferita.
L’altro colombo aggiunse: -Anche io ho un’ala ferita. Come facciamo a volare?! Qui ci vorrebbe una magia! Tu, forse, sai fare le magie?!
-No - disse il grillo –io non so fare le magie. La pace, quella, sì che sa farle! Abbracciatevi e fate la pace. Vedrete che potrete volare.
I due colombi si abbracciarono stretti, stretti e …… magia!
Due ali per volare!
Stretti, stretti, con la pace nel cuore, tornarono a volare felici nel cielo azzurro cantando una bella canzone che diceva così:


E volerà lassù, la pace volerà!
Amico è tutto il mondo.
Oh che felicità!

E volerà lassù, la pace volerà!
Amico è tutto il mondo.
Oh che felicità!

LA STRADA DELL'AMORE

Ecco qua il mio presepe
piccolino e tanto bello
su una strada di cartone.
Ha un muretto, una fontana,
un pupazzo, un alberello
ed un Dono, il più bello:
sulla paglia il Bambinello.
Un Bambino un po’ speciale
che ci insegna cos'è il Natale:
non solo dolci, bambole e trenini
per la gioia di molti bambini
ma una scuola, una casa, una famiglia
per tutti i bambini. Che meraviglia!
Tanto amore per la povera gente,
tanto amore per chi non ha niente.

COME GULLIVER

Ho un amico,
un gran dottore,
che vi voglio presentare.
per il mondo ha viaggiato,
per il mondo tutto intero.
tanti amici ha conosciuto,
il piccolino ed il gigante,
con i quali ha imparato
la cosa più importante:
SOLO GIOIA, NIENTE MALE!
solo questo al mondo vale.
Come Gulliver vorrei viaggiare,
nei sogni degli uomini vorrei naufragare
per portare la gioia dove c’è il dolore.
ho deciso! vado, mi metto in viaggio
per portare a tutti il gran messaggio.
scriverò sui muri, in cielo, per terra:
viva la pace!
abbasso la guerra!

È FESTA

Grandi e piccini
sono in festa.
C'è da far girar la testa!
Una stella con la coda
tutto il cielo ha illuminato
e un messaggio ci ha portato.
"Gesù Bambino oggi è nato!
Il Bambino pieno d'amore
che porta la gioia in ogni cuore."


NATALE

Per noi è Natale
felice e splendente
ma poco lontano
c'è chi non ha niente
e allora preghiamo
al Bambino Gesù
chè quest'anno rinasca
proprio laggiù.


NATALE

Natale è la festa dei doni
e ricorda a tutti di essere più buoni.
Se aiutiamo chi sta male,
allora si che è Natale!
Natale non è solo una grande festa,
speriamo che ci cambi un po' la testa.
Quel giorno di duemila anni fa,
quel giorno che è venuto, il Bambinello
sognava per noi tutti un mondo più bello.
Dai, cerchiamo di cambiare!
Siamo matti!
Basta con le parole!
Facciamo i fatti
OGGI E SEMPRE: BUON NATALE


LETTERA A GESÙ BAMBINO

Caro Gesù Bambino, ti scrivo perché
voglio una cosa grande e speciale,
non solo un regalo tutto per me,
ma un grande, grande Natale:

UN GRANDE NATALE PER MARI, MONTI E PIANI,
UN GRANDE NATALE PER I VICINI ED I LONTANI
UN GRAN, BEL NATALE PER TUTTA LA TERRA,
SENZA DOLORI E SENZA LA GUERRA.

Quello che ti chiedo è tanto, lo so,
ma ti prometto che t’aiuterò;
ti darò una mano con i miei amici
e tutti quanti saremo felici.

LA NOTTI CA NASCIU LU MAMMINIEDDU

- Zù nù, zù nù! Sò Giuseppi.
ncè postu alla lucanda?
- Stai chinu finu a sobbra,
và tuzza ann'atra vanda.

- Patrunu ti l'arbergu
acchimi nu lettinu.
- No po’ essiri
c'ava nasciri lu Mamminu.

- Signora, stai mugghierama
mumentu pi mumentu.
- Zù nunnu mia, pirdonimi.
No pozzu fari nienti.

- Giovini, nu ricovuru
no mi lu sai mustrari!
- Cchiù nnanzi ncè na stadda,
serai ti puè rranciari.

Dà fori chiovi e nevaca,
nisciunu pi la strada.
Trasi ientu ti ogni vanda
ca la stadda è scasciata.

A menzanotti brillunu li raggi ti na stella!
- Eccu è natu lu suspiratu ti la genti! -
Ticunu a coru poviri e rignanti.
- E natu comu nu pizzenti
pi ddari na lezioni a tutti quanti!

A ci li porta pecuri,
a ci piezzi ti casu,
a ci lu ncarizza,
a ci li tai nu vasu.

Ma ci l'è dittu a tutti
ca è natu lu Mamminu?
L'Attani sua ti'n cielu
tutti l'angili è mandatu
e "Gloria a terra!" a coru hannu cantatu

LA STELLA GABRIELLA
(Rielaborazione di un canto originale
dedicata a Gabriella che ci segue da lassù)

Vola, vola, stella Gabriella!
Vola, vola verso la grotta,
tu ci porti la lieta novella
che nel mondo è nato Gesù.
Vola, vola, stella Gabriella!.
Non fermarti soltanto a Mesagne
ma raggiungi ogni cuore lontano
perché trovi speranza ed amor.
Gesù, Ti prego ancora!
Vieni a illuminare i nostri cuori soli,
a dare un senso a questi giorni duri,
a camminare insieme a noi.
Vieni a colorare il cielo di ogni giorno,
a fare il vento più felice intorno,
ad aiutare chi non ce la fa.
Signore, vieni!
Signore, vieni!


UN SORRISO PER NATALE

A scuola ho fatto un viaggio nel Natale:
non è solo un giorno di gran festa
tra doni, spumante e panettoni;
per noi è un Natale felice e splendente
ma poco lontano c'è chi non ha niente.
Allora, quest’anno
voglio un dono speciale:
un Natale che doni un sorriso
sul volto della povera gente:
non tanti dolci, pupazzi o pistole,
voglio un grande raggio di sole.
Pensa che bello poterlo donare
A chi dal freddo continua a tremare!
Non voglio tanti doni, né cose strane,
voglio una grande pioggia di pane
perché ho saputo che alcuni bambini,
più che giocattoli, voglion panini.
Non tante macchine, né costruzioni
ma, per i grandi: cuori più buoni,
così, con la pace in fondo al cuore,
sarà un vero Natale d’amore!

MISCIAGNI TI ‘NA FIATA
Dedicata al nostro grande amico Fabio che ci segue da lassù - Ciao, Fabio!

D: Misciagni ti ‘na fiata
Sai com’era?
Timmi ammè!
Misciagni ti ‘na fiata
Sai com’era?Timmi ammè!
R: Fichi alla littera,
ogliu finu, finu,
nuci, pani e vinu a Sa’ Martinu.
Fichi alla littera,
ogliu finu, finu,
nuci, pani e vinu a Sa’ Martinu.
D. Misciagni ti ‘na fiata
Sai com’era?….
R: Ardori ti li glioni,
biscuetti e armunia,
Natali casa e chiesa, ce puisia!
Ardori ti li glioni,
biscuetti e armunia;
Natali, casa e chiesa, ce puisia!
D. Misciagni ti ‘na fiata
Sai com’era?….
R: Ardori t’aria fina,
no’ machini e vileni,
traini o all’appeti si caminava.
Ardori t’aria fina,
no’ machini e vileni,
traini o all’appeti si caminava.
D. Misciagni ti ‘na fiata
Sai com’era?….
R: Pì grazia ‘llu Signori:
to’ ovi e ddo’ puddichi
a Pasca a ‘llu cumpari, all’amici.
Pì grazia ‘llu Signori:
to’ ovi e ddo’ puddichi
a Pasca a ‘llu cumpari, all’amici.
D. Misciagni ti ‘na fiata
Sai com’era?….
R: Fibbraru a ‘lla Matonna,
prichieri a prucissioni,
a Lugliu festa crandi pì devozioni.
Fibbraru a ‘lla Matonna,
prichieri a prucissioni,
a Lugliu festa crandi pì devozioni.
D. Misciagni, mia Misciagni.
Misciagni, mia Misciagni…
(si conclude col sottofondo musicale a sfinire).
Orologio: (Parlato) Mesagne, come sei cambiata!


LA PIAZZETTA FELICE

Nella piazzetta di Sant’Anna, nel centro storico di Mesagne, cresciuto al punto di diventare il cuore di una bella città, dopo una notte serena, arrivarono i raggi del sole che annunciavano l’arrivo del nuovo giorno.
Un leggero venticello muoveva le foglioline di una pianta, la paritaria, che era nata spontaneamente tra le fessure delle pareti di una vecchia casa, muoveva anche le foglie di un pergolato e di un cappero dai bellissimi e profumati fiori bianchi.
All’improvviso la piazzetta si animò. Uscirono tre vecchiette: Rata, Miluccia e Coca con le loro sedie impagliate, si accomodarono e diedero inizio al lavoro di maglia con i ferri e intanto chiacchieravano in attesa che arrivassero i bambini.
Un rumore di passi, un canto, ecco i bambini! Arrivarono cantando una bella canzone.
I bambini volevano molto bene alle nonne e da loro avevano imparato molti giochi antichi: giochi semplici, semplici ma divertenti come la stacchia, le palle di pezza o di paglia.
Quel giorno i bambini chiesero alle nonnine di insegnare loro un gioco nuovo e nonna Rata, dopo aver pensato un po’, cominciò a spiegare il gioco della pergola e disse: “Un bambino si metterà al centro con il palmo della mano rivolto in giù come se fosse un pergolato, gli altri metteranno ognuno il proprio dito indice attaccato sotto il palmo come se fosse uva. Chi sta al centro e fa il pergolato reciterà la filastrocca”Sotto la pergola nasce l’uva, prima acerba e poi matura, viene il vento e la butta giù!”. Quando sentite “giù!” dovete accovacciarvi togliendo il dito velocemente perché il pergolato stringerà la mano e chi verrà preso uscirà fuori dal gioco.
I bambini, dopo aver ascoltato, esclamarono: -Che bello! Che bello! Nonna Rata è proprio un bel gioco!
Subito cominciarono a giocare alla pergola.
Intanto la piazzetta si animava con l’arrivo di altri bambini che si misero a giocare alla stacchia.
Le mattinate trascorrevano così: i bambini giocavano, le vecchiette lavoravano a maglia, raccontavano le storie e insegnavano i giochi di una volta, le donne sbrigavano le faccende, anche le giovani albanesi che in tante vivevano lì nel centro storico con le loro famiglie.
Ma la storia non finisce qui!

I COLOMBI DI MESAGNE
(Storia inventata ispirata dal racconto breve “L’isola felice” di Mario Greco)

Nella piazzetta di Sant’Anna c’era e c’è una fontana dove alcuni colombi venivano ad abbeverarsi.Avevano imparato a convivere con i rumori e le persone di Mesagne ma lì nella piazzetta si sentivano al sicuro, rispettati ed amati da grandi e piccini che li vedevano ogni giorno far capolino alla fontana e poi ripartire per i loro nidi situati in varie zone della città.
Quando si sentiva nell’aria lo sbattere delle ali, tutti tacevano per non disturbare i colombi.
Quel giorno i colombi giunsero vicino alla fontana e…..
Strano! C’era qualcosa che non andava.
-Venite!- disse un bambino richiamando l’attenzione degli amici.
- C’è una colomba ferita!
- E’ tutta colpa degli uomini, degli uomini cattivi e incivili che non rispettano la natura.
Una colomba stremata era caduta. La poverina aveva un’ala impigliata in una vecchia busta di plastica che non le permetteva di volare.
- Liberiamola! - esclamarono i bambini e, con delicatezza, strapparono la busta di plastica, liberarono la colomba che subito spiccò il volo con i compagni.
Sembrava danzassero, poi ridiscesero sulla piazzetta.
C’era qualcosa di insolito. Quel giorno i colombi avevano con sé una borsetta ed uno strano cappello.
I bambini, incuriositi, chiesero il perché di quell’abbigliamento.
Un colombo rispose: -Bambini, questa è la divisa dei nostri nonni che tanto, tanto tempo fa facevano i postini e portavano le lettere e i messaggi da un paese all’altro. Adesso gli uomini non hanno più bisogno dei colombi viaggiatori; ci sono i telefonini e la posta per mandare i messaggi. Noi usiamo la divisa dei nostri nonni solo quando dobbiamo fare lunghi viaggi e stamattina abbiamo deciso di andare via da Mesagne.
- Stiamo andando in cerca dell’isola felice. - disse la colomba.
- E’ un posto meraviglioso dove c’è sempre la gioia e gli uomini rispettano la natura. Ciao, bambini!
Mentre i colombi di Mesagne si accingevano a partire, si udì lo sbattere di ali.
Giunsero nella piazzetta dei colombi forestieri: americani, francesi, giapponesi che anch’essi erano andati in cerca dell’isola felice e non l’avevano trovata, anzi…..
- Noi abbiamo capito che l’isola felice non esiste. L’isola felice è tutto il mondo, è in ogni posto dove c’è il rispetto e l’amore.
Il colombo campagnolo, il più anziano dei colombi di Mesagne, pensò un attimo e disse: - Hanno ragione i nostri amici stranieri. Perché andare in cerca dell’isola felice?. Non è forse la piazzetta di Sant’Anna anche un’isola felice?
Tutti i colombi si librarono nell’aria e i bambini, giù nella piazzetta, si presero per mano e cantarono felici “La catena dell’amore”.

Scrivi le tue considerazioni all'autore.